Coniugi scomparsi, si valuta di svuotare l'Adige per agevolare la ricerca dei corpi
Nella mattinata di giovedì 4 febbraio, a un mese dalla scomparsa di Laura Perselli e Peter Neumair, i soggetti coinvolti nelle ricerche hanno fatto il punto della situazione, valutando con le società che gestiscono le dighe di ridurre la portata dell'Adige

BOLZANO. Proseguono le ricerche dei coniugi Perselli-Neumair. La coppia, scomparsa ancora il 4 gennaio, è al centro di un caso ormai salito agli onori della cronaca nazionale. Il figlio Benno, infatti, è attualmente in carcere, indagato per i gravissimi reati di omicidio e occultamento di cadavere.
Da diverse settimane, infatti, la lente degli investigatori si è concentrata sul figlio, con diverse crepe intraviste nel suo alibi. La difesa, da parte sua, ha ottenuto la possibilità di condurre un incidente probatorio sull'auto della famiglia, già sottoposta a sequestro, così come sui dispositivi tecnici del soggetto.
Mentre l'indagine procede, al tempo stesso i vigili del fuoco, il soccorso alpino e le forze dell'ordine continuano le ricerche, concentrate sul fiume Adige. Nella giornata di giovedì 4 febbraio si è tenuta una riunione di coordinamento relativa alle ricerche per i coniugi scomparsi. I rappresentanti delle organizzazioni di protezione civile, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco si sono confrontati per stabilire le nuove strategie.
Su invito della Procura di Bolzano, nella sede del Corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano, sono state riassunte le operazioni finora condotte – che nella giornata di giovedì 4 febbraio compiono proprio un mese – e definite le azioni future, come richiesto dalla magistratura investigativa e dalla polizia giudiziaria indagante.
Le zone di ricerca sono state suddivise e affidate a singole squadre, organizzate tra tutti i soggetti coinvolti. Alla riunione, che si è tenuta parzialmente in videoconferenza, hanno partecipato i rappresentanti dei vigili del fuoco permanenti, delle Unioni distrettuali dei vigili del fuoco volontari di Bolzano e della Bassa Atesina, delle associazioni cinofile, del soccorso acquatico, dei carabinieri, della guardia di finanza, del gruppo volo della guardia di finanza e della polizia di Stato.
Oltre a questi soggetti, sono stati consultati e coinvolti anche i rappresentanti della Protezione civile del Trentino, del corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento e dei gestori dei bacini idroelettrici a monte. Con questi si è ventilata la possibilità di ridurre la portata dell'Adige, così da permettere un'altra approfondita e più comoda ricerca lungo l'asta del fiume.















