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Controlli anti-Covid, “Bloccati per ore a 15 gradi sotto zero” i camionisti scrivono a Fugatti e Kompatscher

La rabbia dei camionisti bloccati per ore al Brennero per via del controlli austriaci: “Ci domandiamo se il nostro lavoro valga meno di tutti gli altri nonostante sia necessario per la sopravvivenza del nostro Paese e non solo”. Recapitata una lettera-appello ai presidenti delle due Province autonome, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher

Di Tiziano Grottolo - 17 February 2021 - 16:07

BRENNERO. Il bilancio aggiornato al 16 febbraio parla di 3 positivi su 1.800 tamponi effettuati, questi i numeri dello “screening di massa” al quale sono stati sottoposti i camionisti che dovevano attraversare il Brennero. Nei giorni scorsi infatti, le autorità austriache, dopo un’analoga decisione del Land tedesco della Baviera, hanno negato l’accesso a chiunque non avesse con sé il referto negativo di un tampone effettuato non più tardi di 48 ore.

 

I disagi per chi per lavoro deve attraversare settimanalmente il confine sono stati enormi. Camionisti, associazioni di categoria ma anche le stesse autorità italiane si sono trovate spiazzate da una decisione arrivata come un fulmine al ciel sereno. Il 15 febbraio, durante il primo giorno di controlli, lungo l’autostrada A22 del Brennero si sono formati 40 chilometri di coda, per la maggior parte autoarticolati. Le autorità italiane in collaborazione con Autostrada del Brennero Spa si sono attrezzate per imbastire dei centri dove effettuare i tamponi, indispensabili per passare il confine. Altri invece sono stati dirottati verso altri valichi. Solo dopo diverse ore la situazione è tornata alla normalità. 

 

Alessandro Nardin, uno dei camionisti che si trova spesso ad affrontare la tratta del Brennero, si è fatto portavoce del malessere di molti colleghi e ha scritto una lettera-appello indirizzata ai presidenti delle due Province autonome, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, e al presidente del comitato centrale dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori Enrico Finocchi. “Ancora una volta – spiega Nardin – ci siamo ritroviamo li, ammassati come il bestiame, con una temperatura di meno 15 gradi a causa di disposizioni volute da un governo che non è il nostro”. Una situazione che la stessa società che gestisce l’A22 aveva definito “potenzialmente pericolosa per la sicurezza di chi viaggia”.

 

Secondo i dati raccolti dalla Provincia lo scorso 15 febbraio la media oraria di transito sul valico aveva raggiunto all’incirca i 40 e i 50 veicoli all’ora, mentre in direzione sud si registravano nonostante tutto 3/400 transiti l’ora. Ciò dimostra i rallentamenti provocati dai controlli austriaci. “Riflettendo da camionista, mi chiedo se il mio lavoro valga meno di tutti gli altri nonostante sia necessario per la sopravvivenza del nostro Paese e non solo”, l’amaro commento di Nardin che fa appello alle autorità italiane affinché intervengano per sbloccare la situazione e per evitare che episodi simili si ripetano in futuro.

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