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Coronavirus, in diretta dalla terapia intensiva: “Più pazienti giovani ricoverati, fra gli over 80 la mortalità arriva anche all’80%”

In questo momento sono 55 i pazienti ricoverati nelle varie terapie intensive del Trentino, il direttore del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Rovereto: “Ci stiamo accorgendo che l’età media si sta abbassando, ricoveriamo più pazienti giovani ma fra gli over 80 la mortalità arriva anche all’80%”

Di Tiziano Grottolo - 18 marzo 2021 - 19:14

ROVERETO. “Soltanto nella giornata di oggi abbiamo avuto 5 ricoveri, che per un reparto di terapia intensiva è una cosa fuori dall’ordinario”, così Giovanni Pedrotti, direttore del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Rovereto, collegato in diretta Facebook con al conferenza stampa della Provincia per gli aggiornamenti sul fronte del coronavirus.

 

In questo momento infatti, sono 55 i pazienti ricoverati nelle varie terapie intensive del Trentino, numeri importanti considerando che lo stesso ospedale di Rovereto ha a disposizione 20 posti letto dedicati ai malati di Covid e solo 2 per i pazienti non Covid. “Magari sembrano numeri piccoli – sottolinea Pedrotti – ma prima la terapia intensiva era pensata per 8 pazienti. Ci siamo dovuti attrezzare per questo grave problema”.

 

Una delle criticità riguarda l’impossibilità di far rifiatare il personale sanitario: “In questo momento che lavorano in terapia intensiva ci sono 5 medici e 14 infermieri, ma praticamente non abbiamo mai avuto un attimo di tregua. Tra la prima e la seconda ondata – riprende il direttore del reparto di rianimazione – ci saremmo potuti riposare un po’ ma in realtà abbiamo dovuto recuperare il tempo perso per seguire gli interventi chirurgici saltati a causa del Covid”.

 

Intanto, in questa fase della pandemia, cambiano le categorie di pazienti che entrano in terapia intensiva: “Ci stiamo accorgendo che l’età media si sta abbassando, ricoveriamo più pazienti giovani. Probabilmente, ciò dipende dal fatto che gli anziani, normalmente pazienti più fragili, sono più protetti grazie ai vaccini. Comunque, per quanto riguarda i ricoveri, ci sono ancora dati importanti fra gli over 70 e gli over 80, soggetti che spesso hanno anche altre patologie. “Su questi pazienti la mortalità è alta e può arrivare fino all’80% – conclude Pedrotti – non dobbiamo dimenticare che al momento una terapia efficace contro il virus ancora non esiste”.

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