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Coronavirus, Veneto in ''fascia gialla'' per l'Ecdc. Fortissimo aumento di positivi negli ultimi giorni. Nel Bellunese si amplia il focolaio dei maestri di sci

Il Veneto ieri ha fatto registrare 819 positivi  e tre giorni fa ne aveva 457. Al via le sospensioni dei sanitari no-vax. A Belluno criticità nel reparto di Urologia: i casi più urgenti trasferiti a Feltre

Pubblicato il - 23 luglio 2021 - 13:34

BELLUNO. Dopo il picco di ieri con oltre 800 positivi in un giorno il Veneto si ritrova in una situazione piuttosto critica dal punto di vista della crescita del contagio tanto da essere stato inserito nella ''fascia gialla'' dall'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc). In Italia sono 4 le regioni che hanno fatto registrare l'aumento maggiore di casi: Veneto e Lazio (con Roma in particolare che dopo gli Europei ha visto schizzare i contagi), Sardegna e Sicilia.

 

D'altronde ieri erano 819 i positivi in Veneto, due giorni prima erano 600 e il giorno precedente 457. Una progressione impressionante che, fortunatamente, al momento non è associata ad un'altrettanto importante crescita di ricoveri (negli ospedali ci sono 247 pazienti nelle aree non critiche con una crescita di 16 pazienti in 24 ore, mentre è sceso a 18, con 2 persone in meno, il numero dei pazienti in terapia intensiva) e di decessi (ancora fermi a zero).

 

L'Ulss1 Dolomiti spiega che ''negli ultimi giorni sono emerse numerose positività riscontrate in persone con sintomatologia in rientro dall’estero o da vacanze in località turistiche prevalentemente balneari''. Ed ha aggiornato lo stato dei vari focolai che si sono sviluppati negli ultimi giorni

 

Focolaio Maestri di sci e snowboard
Sono emerse ulteriori 4 positività per un totale di 13 complessivi tra aspiranti maestri di sci e snowboard di rientro dalle selezioni in Francia.

 

Focolaio giovanile feltrino
Sono attualmente rimasti positivi solo 2 giovani collegabili al focolaio giovanile feltrino di fine giugno. Gli altri positivi sono riconducibili a focolai familiari.

 

Questione sanitari no-vax

 

Nelle varie Ulss si stanno attivando sospensioni che riguardano i sanitari no-vax il che rischia di avere ricadute sul servizio sanitario in attesa di riorganizzazioni interne ed esterne. A Belluno le criticità maggiori riguarderebbero il reparto di Urologia: l'attività chirurgica, ha fatto sapere l'Ulss Dolomiti, che richiedere degenza, è stata temporaneamente sospesa e i casi più urgenti verranno trasferiti a Feltre.

 

Vicenza l'Ulss 8 Berica ha inviato le prime 34 notifiche di sospensione dall'attività e dello stipendio, con conseguente sospensione dall'Ordine professionale. ''Nessuna possibilità di ricorso - spiega la Rai Veneto - data l'attuazione di una norma di legge. Altre 180 missive verranno inviate in questi giorni dall'Ulss 2 della Marca Trevigiana. A Padova gli infermieri no vax supererebbero il migliaio, 100 nella sanità pubblica''. 

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