Correlazione vaccino-decessi, il patologo Burkhardt cerca di dimostrare che esiste a Bolzano. L'Azienda sanitaria boccia tutto: ''Fake news''
L'Azienda sanitaria altoatesina interviene con una nota sull’evento 'Vax – quo vadis?' a Bolzano. Un'iniziativa promossa da Josef Unterholzner, ex Team K e capogruppo in consiglio provinciale di Enzian. "Scientificamente non convincente e non sostenibile". La ricerca è stata bocciata anche dalla Società dei patologi tedeschi e dal portale di debunking der Volksverpetzer

BOLZANO. "Le affermazioni di Arne Burkhardt su eventuali decessi causati da vaccinazione contro il Covid-19 sono scientificamente non convincenti e non sostenibili". L'Azienda sanitaria altoatesina interviene con una nota sull’evento 'Vax – quo vadis?' a Bolzano. Un'iniziativa promossa da Josef Unterholzner, ex Team K e capogruppo in consiglio provinciale di Enzian.

Affiancato da Heike Müller e da Unterholzner, Burkhart ha rilanciato così i risultati di uno studio coordinato in Germania in collaborazione con Werner Bergholz (ingegnere elettronico) e un altro patologo in pensione, Walter Lang.
I relatori avrebbero scoperto che cinque pazienti su dieci vaccinati almeno due settimane prima contro il nuovo coronavirus erano deceduti, mostrando la presenza "mai vista prima" di linfociti nel cuore, fegato, milza e reni. Non risultano studi pubblicati e i dati mostrati non trovano alcun riscontro: le affermazioni non sono scientifiche. Questo il risultato dell'incontro all'ospedale di Bolzano tra diversi primari medici specialisti in anatomia patologica sotto il coordinamento di Guido Mazzoleni.
Nell’incontro sono stati analizzati i campioni istologici di 9 persone la cui morte, secondo Burkhardt, sarebbe correlata alla precedente vaccinazione Sars-Cov-2. Pazienti tra 54 e 95 anni, morti tra gli 8 giorni e i 6 mesi dopo aver ricevuto una dose di cui una paziente per la quale non è stato possibile fornire i dati sulla data del decesso. "In molti dei casi presentati - si legge nella nota dell'Azienda sanitaria - la causa di morte è legata a patologie pregresse, per esempio casi di gravi cardiopatie e patologie polmonari e epatiche e pertanto sicuramente non collegabili con l’azione del vaccino".

Tutti concordano che uno studio come quello ipotizzato sui casi raccolti in modo aneddotico da Burkhardt vada condotto su casi con preparati istologici autoptici di qualità, analizzati con molteplici metodologie (immunoistochimica, Pcr e così via) con dati clinici completi e con adeguati gruppi di controllo, con una metodologia scientifica corretta che preveda la raccolta dei dati di osservazione in cieco e la loro valutazione con una adeguata analisi statistica. Questo, però, non è stato fatto.
Alla precisa domanda degli esperti su cosa accomunasse casi clinicamente così eterogenei e con patologie pregresse al vaccino così evidenti Burkhardt ha risposto che a detta dei parenti le persone erano clinicamente sane. Una conferenza che si basa su una ricerca scientificamente priva di fondamento.
Anche il quotidiano tedesco, Die Welt, è già intervenuto nei mesi scorsi per bollare come "fake news" le informazioni veicolate dal team di Burkhardt. Oltre ai campioni esegui e poco rappresentativi, anche il sito di debunking tedesco der Volksverpetzer, si è speso per smontare la tesi dei relatori. E anche tutti i patologi presenti "concordano nel ritenere le argomentazioni di Burkhardt scientificamente non convincenti e non sostenibili e concordano con quanto già riportato dalla Società dei patologi tedeschi".
La società dei patologi tedeschi ha, infatti, preso nettamente le distanze dalle dichiarazioni dei coinvolti nella "Conferenza di Patologia". Si tratta "di espressioni personali di opinione e non di posizione della nostra società professionale", come ha scritto anche la società in una comunicazione pubblica.

Il risultato delle loro indagini, afferma Burkhardt, è che, in cinque su dieci casi di decesso esaminati, ci sia un collegamento "molto probabile" con la vaccinazione contro il Covid-19, mentre in due casi appare "probabile". Il team del registro autoptico tedesco per le infezioni da Covid-19 ha dichiarato che i criteri per la selezione dei casi erano "poco chiari". L'intero "metodo di valutazione" è incomprensibile, mancano informazioni su malattie pregresse e altre informazioni cliniche rilevanti. Anche il team del registro autoptico è critico nei confronti di questa classificazione. Non è stata fornita alcuna motivazione in merito a quali casi erano stati classificati in determinate categorie e perché. Non sono stati nominati “criteri di decisione” e non è stata stabilita “una catena causale di morte”.
Il risultato principale delle autopsie, afferma Arne Burkhardt nella sua presentazione, è che i vaccini abbiano causato reazioni infiammatorie in tutti gli organi. Ciò è dovuto ad accumuli insoliti di globuli bianchi nei tessuti. A sostegno della sua tesi, mostra immagini che dovrebbero provare, ad esempio, che si sono verificati accumuli insoliti di linfociti nei reni o nel fegato. Tuttavia, il team del registro delle autopsie tedesco per le infezioni da Covid-19 ha dichiarato che le immagini venivano interpretate erroneamente. I risultati nel rene sono "niente di insolito".
Molte delle immagini mostrate mostravano raccolte di linfociti "come si troverebbe in molti casi autoptici". Anche il capo dell'Istituto di patologia dell'ospedale Bundeswehr di Ulm, Konrad Steinestel, ha dichiarato che i risultati mostrati non sembrano atipici per una coorte autoptica di questa fascia di età. Ha aggiunto che, nel complesso, non esiste un quadro diagnostico uniforme e/o specifico per le preparazioni mostrate.


















