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Covid, l’Ema su AstraZeneca: “Trombosi cerebrale possibile effetto collaterale del vaccino, ma i benefici superano i rischi”

L’Agenzia europea per i medicinali ha concluso che gli eventi di trombosi potrebbero essere legati agli effetti collaterali del vaccino AstraZeneca: “Si tratta di eventi molto rari e insoliti”. Per ora le somministrazioni proseguiranno senza limiti legati all’età o al genere

Pubblicato il - 07 aprile 2021 - 16:26

TRENTO. “L’Agenzia europea per i medicinali ha confermato che i benefici del vaccino (AstraZeneca ndr) nel prevenire l’infezione da covid-19 superano i rischi”, così Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Ema che ricorda inoltre come il Covid-19 sia una malattia pericolosa. “Questo vaccino – ha aggiunto Cooke – si è dimostrato altamente efficace e sta salvando molte vite”.

 

Detto questo si è affrontato il nodo della questione legata ai casi di trombosi e trombosi cerebrale che hanno provocato 18 vittime: “I casi riportati di coaguli insoliti dopo la vaccinazione con AstraZeneca sono stati elencati come possibili effetti collaterali del vaccino”. Secondo l’Ema i casi hanno riguardato uomini e donne in tutte le età, anche se nella maggior parte dei casi a essere colpite sono state donne sotto i 60 anni. Nonostante questo l’Ema ha concluso che al momento età e genere non possono rappresentare fattori di rischio pertanto non saranno emanati limiti per la somministrazione.

 

L’ipotesi è che gli effetti collaterali siano una risposta immunitaria al vaccino, la stessa che può verificarsi nei pazienti trattati con eparina. “Si tratta di eventi molto rari e insoliti”, ha specificato Cooke. L’Ema comunque fa sapere che i dati continueranno a essere analizzati. Tra i possibili sintomi da tenere sotto controllo elencati dall’Ema ci sono: dolore al petto, gonfiore alla gamba, persistente dolore addominale, sintomi neurologici (inclusi mal di testa grave e persistente o visione offuscata) e minuscole macchie di sangue sotto la pelle oltre il sito di iniezione.

 

In un primo momento in Italia, il vaccino di AstraZeneca (oggi Vaxzevria) veniva utilizzato solo fino ai 55 anni, un limite d’età che era stato alzato fino ai 65 anni e poi eliminato, dando quindi la possibilità di somministrare questo vaccino a chiunque. Al tempo però le precauzioni erano state prese perché non c’erano dati sufficienti per garantirne l’efficacia, quindi non legati a ragioni di sicurezza.

 

Poi però, erano sorti dei dubbi dopo dei casi di trombosi riscontrati in persone che avevano da poco ricevuto il vaccino AstraZeneca e così, in un pasticcio comunicativo non indifferente, la maggior parte dei Paesi europei aveva sospeso in via precauzionale la somministrazione delle dosi. Questo fino a quando, nel giro di alcuni giorni, era arrivato il primo verdetto dell’Ema che, pur ribadendo l’efficacia del vaccino, si era riservata ulteriori approfondimenti in merito ai possibili collegamenti con i casi di trombosi cerebrale (molto più rari rispetto alla trombosi). Oggi sono arrivate delle nuove conclusioni che comunque mettono in evidenza la “rarità” di questi eventi collaterali a fronte dei grandi benefici legati alla somministrazione del vaccino.

 

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