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Covid, per motivi di salute non possono vaccinarsi ma così non hanno nemmeno il Green pass. L'Apss: ''Presto una certificazione ad hoc ma non è ancora pronta''

Alcune persone possono ricevere un esonero dal vaccino per via delle loro condizioni di salute ma la certificazione ancora non esiste, eppure senza Green pass non possono entrare in molte attività. L’Azienda sanitaria: “Ci stiamo lavorando, al momento però le persone non possono avere un esonero perché non ne abbiamo ancora prodotto uno”

Di Tiziano Grottolo e Giuseppe Fin - 08 agosto 2021 - 06:01

TRENTO. Dal 6 agosto per poter entrare in molte attività come bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri è necessario avere il Green pass. Una certificazione che si ottiene se ci si è sottoposti ad almeno una dose del vaccino, oppure se si è guariti dal Covid-19 da non più di 6 mesi e infine con un tampone negativo (molecolare o antigenico) fatto nelle ultime 48 ore.

 

C’è però una categoria di persone che si è trovata in un limbo, nell’impossibilità di ottenere un Green pass. Infatti, mentre una fetta della popolazione, la stessa che contesta i vaccini, è impegnata a protestare contro una misura che ritiene una violazione della propria libertà personale, ci sono altre persone che non possono ottenere il Green pass perché la loro condizione medica non gli consente di ricevere o completare la vaccinazione.

 

Attenzione però, perché come spiega Maria Grazia Zuccali, direttrice del Servizio igiene della sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Apss e braccio operativo dell’Azienda sanitaria in tema di tracciamenti e vaccinazioni, l’esenzione riguarda una fascia molto specifica e ristretta della popolazione. “Le persone non possono sceglierlo da sé, spetterà a un medico stabilirlo, è comunque importante ribadire che i vaccini sono sicuri e le controindicazioni pochissime, soprattutto se valutate di fronte alla necessità di proteggersi”, commenta Zuccali.

 

In tal senso il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare ad hoc dove viene specificato che “la certificazione di esenzione alla vaccinazione anti Sars-Cov-2 viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea”. Fra i motivi citati da Zuccali per cui si può ricevere un certificato di esonero dalla vaccinazione ci sono i casi di grave reazione avversa dopo la prima dose “comunque estremamente rari”, ma anche in presenza di un’ipersensibilità a uno dei principi attivi del vaccino o di fronte ad allergie multiple che in precedenza abbiano dato origine a casi di shock anafilattico.L’esenzione non è automatica – ribadisce la dirigente sanitaria – bisognerà valutare caso per caso”.

 

 

Il compito sarà in capo a medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna vaccinale nazionale. Sono queste le figure che potranno rilasciare direttamente le certificazioni.

 

Il problema principale è che questa certificazione non esiste ancora e l’anagrafe nazionale non sarà pronta prima del 30 settembre. “Il sistema dell’anagrafe nazionale – ammette Zuccali – non è ancora in grado di registrare un esonero di questo tipo. Dal Ministero è stato chiesto alle Asl di metterci una pezza e superare i problemi legati alla presentazione del Green pass producendo una certificazione provvisoria e temporanea con scadenza al 30 settembre”. In attesa dunque che il Ministero produca uno speciale Green pass per le persone che hanno diritto all’esonero spetta all’Azienda sanitaria trovare una soluzione.

 

Ci stiamo lavorando – conferma la dirigente – al momento però le persone non possono avere un esonero perché non ne abbiamo ancora prodotto uno. Fra i prossimi passaggi c’è quello di dotarci di un sistema comune per Apss e medici di medicina generale per poter produrre questo certificato, tenerne traccia e poi inviare la comunicazione all’anagrafe nazionale quando ci diranno che è pronta. Purtroppo è stato fatto tutto un po’ di corsa”. Nell’attesa, che si spera duri ancora per pochi giorni, le persone che non possono sottoporsi alla vaccinazione dovranno accontentarsi di frequentare le attività all’aperto o provare a presentarsi con un certificato medico (che però potrebbe non bastare). Certo, non una gran consolazione considerando che è da tempo che si discute dell’introduzione del Green pass e forse si sarebbe potuto prevedere in anticipo una soluzione.

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