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| 15 ago 2021 | 06:01

In Trentino alcuni Green pass non funzionano. Il Numero verde: “Problemi con le certificazioni di chi è guarito dal Covid e avrebbe dovuto ricevere una sola dose”

Per le persone che hanno fatto il vaccino entro i 6 mesi dalla guarigione basta una sola dose per ricevere il Green pass, il problema è che talvolta viene trascritto male e non viene riconosciuto. Dal Numero verde 1500 la conferma: “Il problema esiste in diverse Regioni, anche in Trentino è capitato”

In Trentino alcuni Green pass non funzionano
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dal 6 agosto per accedere a molte attività è diventato indispensabile avere con sé il Green pass. La certificazione si può ottenere sottoponendosi ad almeno una dose del vaccino (QUI i dettagli), oppure se si è guariti dal Covid-19 da non più di 6 mesi e infine con un tampone negativo (molecolare o antigenico) fatto nelle ultime 48 ore.

 

La gestione del Green pass da parte della autorità però sta dando più problemi del previsto. Un caso particolare riguarda quelle persone che non possono sottoporsi a una vaccinazione per via della loro condizione medica che non gli consente di ricevere o completare la vaccinazione. Per questi soggetti il Ministero della Salute ha fatto sapere che arriverà una certificazione ad hoc ma per il momento l’esonero speciale non è ancora pronto. Questo perché, spiegava la direttrice del Servizio igiene della sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Apss Maria Grazia Zuccali, il sistema dell’anagrafe nazionale non è ancora in grado di registrare un esonero di questo tipo.

 

In questi giorni però è emerso un nuovo problema legato a delle certificazioni errate che sono state rilasciate ad alcune persone che si sono sottoposte alla vaccinazione entro i 6 mesi dalla guarigione dal Covid-19 (da poco estesa a un anno). In altre parole i soggetti che hanno già superato la malattia vengono sottoposti a una singola inoculazione (anche per quei vaccini che prevedono la doppia dose). Stando ai dati del Ministero della Salute sono oltre 4 milioni gli italiani che hanno contratto Sars-Cov-2. Ciò significa che il problema potrebbe riguardare molti utenti che di fatto si sono trovati con un Green pass che non funziona.

 

Per verificare la situazione Il Dolomiti si è messo in contatto con il Numero verde 1500, attivato dal ministro Roberto Speranza per rispondere alle domande dei cittadini sul nuovo Coronavirus. Al “1500” rispondono operatori appositamente formati insieme a dirigenti sanitari. Dal Numero verde è stato confermato che il problema esiste e riguarderebbe un errore commesso da Province e Regioni nel compilazione del Green pass.

 

In sostanza, alla voce “Numero della dose effettuata/numero totale dosi previste”, anziché inserire la dicitura “1/1” è stata inserita la formula “1/2”, quando in realtà il secondo appuntamento per il richiamo veniva automaticamente cancellato dall’Azienda sanitaria di riferimento. Il problema è esteso a più Regioni, fra queste c’è sicuramente anche la Provincia di Trento, ma non è chiaro né quanti utenti siano stati coinvolti né quanti siano effettivamente i territori dove è stato commesso l’errore. Evidentemente – afferma l’operatrice del numero verde – alcune Regioni non hanno preso in considerazione la dicitura dose 1/1 ma hanno caricato il Green pass come se l’utente fosse in attesa di una seconda dose”.

 

Per fortuna il Ministero della Salute è corso ai ripari attivando una procedura per fornire un nuovo Green pass, corretto. Innanzitutto è necessario contattare il Numero verde 1500 per segnalare il problema. Da qui un operatore, una volta raccolti i dati personali, invierà una segnalazione alla Regione di riferimento (in 4 giorni lavorativi), dopodiché la Regione correggerà il documento e dovrà restituirlo al Sistema sanitario nazionale che dovrà codificarlo. Solo a quel punto l’utente riceverà il nuovo Green pass, dopo un’attesa di circa 7-10 giorni.

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