Covid, raddoppiati i bambini ricoverati e la metà ha genitori no vax. ''Per i bimbi con meno di 4 anni l'unica protezione è la famiglia''
Il dato nazionale è di una crescita del 96% di ricoveri in una settimana di minori. La metà ha almeno un genitore no vax (adulti che, ovviamente, pescano da un ''insieme'' che è oltre 5 volte più piccolo di quello dei vaccinati). Migliore: ''Per chi ha più di 5 anni è necessario vaccinarsi, per i bambini fino a 4 anni, invece, l'unica protezione che possiamo offrire è quella di chi li circonda e in particolare dei genitori''

TRENTO. Crescono i contagi tra i bambini e aumentano i ricoveri in tutta Italia praticamente raddoppiati in una settimana. Lo certifica il report Fiaso che monitora la situazione sul controllo di 4 ospedali pediatrici e dei reparti di pediatria dei 21 ospedali sentinella della Federazione italiana Aziende sanitarie e ospedaliere. Dalla settimana 7-14 dicembre a quella 14-21 si è passati da 23 a 45 ricoveri di bambini con un incremento del 96%. Tra i piccoli degenti - emerge dal report Fiaso - il 69% ha tra 0 e 4 anni mentre la restante parte, il 31%, ha tra 5 e 18 anni.
Nessuno dei minori sopra i 5 anni era stato vaccinato con ciclo completo. Da sottolineare, tuttavia, che la metà dei bambini finiti in ospedale, precisamente il 49%, ha un genitore non vaccinato e ben il 38% ha entrambi i genitori no vax. Dati enormi che vanno sempre letti alla luce del fatto che su un totale di 59,5 milioni di italiani (compresi i bimbi con meno di 5 anni che ancora non possono fare il vaccino), ci sono 48milioni che hanno fatto almeno una dose e 11,5 milioni che sono senza nemmeno una dose. Quindi è evidente che se la metà dei bambini ricoverati ha almeno un genitore non vaccinato e i non vaccinati ''pescano'' da un ''insieme'' che è quasi 5 volte più piccolo di quello dei vaccinati la protezione che il genitore no vax riserva ai suoi figli è molto inferiore a quella dei genitori che si vaccinano. E d'altronde il vaccino serve anche a quello: a ridurre la circolazione del virus e a ridurre la possibilità di contagio in maniera molto importante anche se non definitiva, come è noto.
''Siamo di fronte a due epidemie: una che corre e riguarda i No Vax che finiscono in rianimazione e sviluppano forme gravi della malattia da Covid; una più lenta che coinvolge i vaccinati, per lo più persone di età avanzata e con gravi patologie pregresse, e che non hanno ancora fatto la terza dose - commenta il presidente Fiaso Giovanni Migliore -. Questo evidenzia ancora di più l'importanza della vaccinazione nella protezione dalla malattia e in particolare l'anticipazione della terza dose per i fragili. Il report degli ospedali sentinella evidenzia come anche i minori possano essere colpiti dal virus e finire in ospedale: per chi ha più di 5 anni è necessario vaccinarsi, per i bambini fino a 4 anni, invece, l'unica protezione che possiamo offrire è quella di chi li circonda e in particolare dei genitori. Vaccinarsi significa proteggere se stessi e proteggere gli altri''.
La rilevazione nei 21 ospedali, un totale di 1.301 pazienti adulti, conferma il trend di crescita delle ospedalizzazioni generali pari al 7%, un dato simile anche se lievemente più basso rispetto a una settimana fa quando era stato registrato un aumento dell’8,5%. Netta la differenza di età fra vaccinati e non: i primi hanno in media 73 anni, i secondi 63 anni ovvero 10 anni in meno. Maggiori anche le comorbidità fra i vaccinati (73%), fra i non vaccinati, invece, il 50% dei ricoverati non soffriva di altre patologie. Netta prevalenza di soggetti di sesso maschile fra i ricoverati, che è accentuata rispetto alla settimana scorsa.
In una settimana la crescita nei reparti intensivi dei pazienti Covid è stata del 5%. Nelle rianimazioni continuano ad essere estremamente diverse le proporzioni fra vaccinati e non: i no vax sono circa il 70% del totale dei pazienti e sono più nettamente giovani. Anche il range di età nei due gruppi è diverso: il più giovane no vax finito in terapia intensiva ha 21 anni, il più anziano 89, mentre fra i vaccinati il più piccolo ha 37 anni. Tra i vaccinati l’88% ha completato il ciclo vaccinale con 2 dosi da oltre 4 mesi e non ha eseguito la dose booster raccomandata.




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