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| 28 apr 2021 | 10:34

Covid, “Ricavi ridotti all’osso, noi tassisti a rischio sopravvivenza”. Nelle zone turistiche gli incassi ridotti anche del 90%

Il “limbo” dei tassisti trentini e altoatesini fra le categorie che potevano lavorare anche durante il lockdown ma di fatto impossibilitati a farlo per la mancanza di clientela. Ortombina: “Quello dei taxi è a tutti gli effetti un servizio pubblico e per questo dovevamo mantenerlo, così è stato, ma ora chiediamo ristori adeguati”

Covid, “Ricavi ridotti all’osso, noi tassisti a rischio sopravvivenza”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Quello dei taxi è a tutti gli effetti un servizio pubblico e per questo dovevamo mantenerlo, così è stato, il servizio è stato garantito giorno e notte 24 ore su 24 purtroppo mancava la clientela”. Così Mauro Ortombina, presidente della Cooperativa di Servizio Taxi Bolzano sintetizza il “limbo” in cui si sono trovati i tassisti, tanto quelli trentini quanto quelli altoatesini: fra le categorie che potevano lavorare anche durante il lockdown ma di fatto impossibilitati a farlo per la mancanza di clientela. “Nelle città come Trento e Bolzano abbiamo registrato perdite fino al 60% del fatturato, ma nelle località turistiche è andata peggio e i clienti sono calati anche dell’80-90% perché è venuto meno tutto il comparto legato a turismo, commercio ed eventi fieristici”, precisa Ortombina. Con i ricavi ridotti all’osso molti tassisti sono a rischio sopravvivenza.

 

È proprio per richiamare l’attenzione del governo (nazionale e provinciali) che la Cooperativa Servizio Taxi Bolzano e Cna Fita hanno scelto di aderire alla mobilitazione che si terrà giovedì 29 aprile. “Con grande senso di responsabilità – spiega Ortombina – ci siamo confrontati con i colleghi di Merano, Bressanone e del Trentino. A Bolzano abbiamo deciso di aderire all’iniziativa, senza organizzare sit-in, assemblee o presidi”.

 

“Il trasporto pubblico non di linea Taxi – si legge nel documento congiunto dei tassisti – è sottoposto ad un eccesso di offerta, importante e protratta nel tempo, dovuta alla rarefazione della domanda, a causa dei Dpcm, ordinanze provinciali e provvedimenti per il contenimento della pandemia. Questo stato comporta una minaccia per l’equilibrio finanziario e la sopravvivenza di un importante numero di imprese nell’intero territorio nazionale”.

 

Il settore, in Alto Adige, conta su quasi 100 operatori, che registrano cali tra un terzo e due terzi del fatturato, in particolare a causa del ridottissimo afflusso di visitatori da fuori città. “Sono indispensabili provvedimenti di sostegno economico certi, immediati, di misura adeguata, così come fatto per altri settori, affinché possa essere garantito il servizio di trasporto pubblico non di linea svolto con autovetture Taxi”, affermano i tassisti.

 

“Cna Trentino-Alto Adige – aggiunge il presidente regionale Claudio Corrarati – è vicina ad un comparto importante per la nostra società, un settore che merita aiuti e massima attenzione non solo per il servizio indispensabile che svolge oggi, ma perché contribuirà sempre di più in futuro alla mobilità sostenibile delle nostre città”.

 

Siamo consapevoli – conclude Ortombina – che in questo momento di difficoltà per il trasporto pubblico, con le scuole tornate quasi a pieno regime e le limitazioni per l’utilizzo degli autobus, i taxi, nei grandi centri, sono una soluzione indispensabile per gli spostamenti, anche per anziani e soggetti fragili che devono andare a farsi somministrare i vaccini. Ciò non toglie che condividiamo tutte le richieste avanzate dalle associazioni di categoria che rappresentano il settore e vogliamo sensibilizzare la cittadinanza e le Istituzioni sulle nostre proposte”.

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