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Dato per morto era invece vivo ma intrappolato in una grotta (VIDEO), l’incredibile vicenda di Giacomo Sacchet

Quando uno dei soccorritori si è affacciato per guardare oltre la cascata ha visto un piede e poi il volto dell'uomo, scoprendo che Giacomo Sacchet era ancora vivo. Il soccorso alpino: “Ci dispiace aver contribuito a diffondere la triste notizia iniziale, ma non avremo mai potuto sperare in questo esito straordinario”

Di T.G. - 06 settembre 2021 - 16:31

LONGARONE (BL). “Ci dispiace aver contribuito a diffondere la triste notizia iniziale, ma non avremo mai potuto sperare in questo esito straordinario”. Così il soccorso alpino del Veneto rettifica l’iniziale comunicato attraverso il quale era stata annunciata la morte di Giacomo Sacchet, l’escursionista dato per disperso da ieri nel torrente Maè, dove si era recato con un amico per fare canyoning.

 

Il 43enne dunque è vivo ed già stato accompagnato all’ospedale di Belluno per accertamenti. Come ricostruisce il soccorso alpino le ricerche erano scattate ieri, impegnando anche vigili del fuoco, guardia di finanza e carabinieri forestali.

 

Questa mattina, 6 settembre, verso le 10, la squadra del Gruppo forre del soccorso alpino Veneto aveva trovato le corde che scendevano bloccate in una pozza inavvicinabile per la forza della corrente. A quel punto si era pensato che legato alla corda, sotto la pressione dell'acqua, non potesse che trovarsi il corpo senza vita dell'uomo.

 

 

Quando i soccorritori avevano cercato di tirarle, queste si erano sganciate dall'imbrago, costringendoli a organizzarsi per affrontare un recupero assai rischioso e forse impossibile con quella portata in quattro metri cubi d'acqua. La squadra si era quindi attrezzata con un arpione lungo sei metri, per tentare di sondare la vasca, mentre si procedeva con la richiesta della chiusura quasi totale del minimo deflusso vitale della diga di Pontesei a monte.

 

Nel momento in cui uno dei soccorritori si era avvicinato al flusso con una frontale per provare a guardare al di là della cascata, si era intravisto un piede e poi il volto dell'uomo. Era vivo, lasciando commossi tutti. Giacomo si era calato dalla cascata ieri verso le 10. Trascinato verso il basso dal flusso, era riuscito ad agganciarsi con una mano alla roccia ed era stato spinto dalla corrente all'interno di una grotta di un paio di metri, dove si trovava da ieri mattina.

 

Quando si era sentito tirare, aveva sganciato lui le corde pensando potessero servire e si era avvicinato alla cascata, nel preciso istante in cui un soccorritore stava guardando nella sua direzione, solo perché era convinto di aver visto uno zaino. I soccorritori sono quindi riusciti a passargli una corda, con la quale si è assicurato all'imbrago e, con tutte le forze in loro possesso, lo hanno trascinato oltre il flusso della cascata e fuori dalla corrente della pozza. Recuperato con verricello dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, Giacomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno per i dovuti accertamenti. L'elicottero ha poi provveduto a recuperare anche la squadra.

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