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''Dove sono gli altri bimbi? Perché ci sono solo io?'', ha 6 anni e una lieve disabilità ed è l'unica in presenza. La maestra: ''Così li si espone troppo. Bastava recepire la nota nazionale''

Una nota del ministero del 12 marzo prevedeva per le zone rosse la possibilità per le scuole di di valutare ''di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe'' per evitare quanto accaduto ieri in una scuola trentina (ma in maniera simile in tante altre): l'unica bimba ''104'' si è ritrovata da sola in classe e quando è stato il momento di collegarsi per la lezione tutti i suoi compagni hanno ''scoperto'' che lei poteva stare lì e loro a casa

Di Luca Pianesi - 16 March 2021 - 05:01

TRENTO. ''Dove sono gli altri bambini?''. Questa la domanda di un piccola alunna di 6 anni che ieri si è ritrovata da sola a scuola. Lei, la maestra e una collaboratrice scolastica. In tre in tutta la scuola e lei a piangere per oltre un'ora per questa stranissima situazione: ''Dove sono gli altri bambini? Perché ci sono solo io?''. La piccola era da sola perché è l'unica ''104'' della struttura. Un lieve handicap non visibile all'esterno l'ha resa ''speciale'' tanto da poter andare a scuola anche in zona rossa.

 

E così quando si sono accese le telecamere per la didattica a distanza tutta la classe collegata da casa ha visto che la bimba era affiancata dalla maestra e la domanda di tutti, immediata, spontanea, è stata: ''Perché lei è lì con te maestra e noi no?''. ''Perché lei ha avuto un permesso speciale del dirigente per stare a scuola ad aiutare me che sennò da sola non riuscivo a fare il collegamento'', ha risposto sorridendo la maestra per cercare di rasserenare gli animi di tutti pur sapendo che in questo modo si è rischiato tantissimi dal punto di vista dell'inclusione della piccola.

 

''La bambina è stata pubblicamente mostrata in una condizione diversa dagli altri - ci spiega la maestra -. Noi facciamo corsi per la privacy, per cercare di lavorare sull'inclusione, sul rispetto e per tutelare sempre i bambini da eventuali situazioni che possano finire per creare discriminazioni e stimmate pericolose per la crescita dei piccoli. Di fatto con quel che è successo oggi si è messo un bollino sulla fronte di questa bimba davanti a tutti i suoi compagni di classe. E quando è stato il momento che è arrivata la mamma a riprenderla anche lei mi ha detto che nella chat dei genitori in molti le avevano chiesto come mai sua figlia fosse a scuola. Si fa di tutto per tutelare certe situazioni e quel che è successo per la scarsa sensibilità della Provincia nel recepire una nota operativa del ministero dell'istruzione ha lasciato davvero tanto amaro in bocca''. 

 

La nota operativa di cui parla la maestra è quella che va a chiarire quanto previsto nel dpcm del 2 marzo e che è tesa proprio ad evitare che si generino  situazioni come quella avvenuta in una piccola scuola elementare trentina. In particolare, la nota riguarda l’attività in presenza delle alunne e degli alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità, ricordando che dove ricorrano le condizioni per la frequenza, anche in zona rossa, da parte di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali e con disabilità, le scuole, con l’obiettivo di rendere effettivo il principio di inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe – secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito – con i quali gli studenti Bes possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola”.

 

In Trentino questa nota non è stata recepita anche se ci sarebbe stato il tempo di farlo visto che è del 12 marzo (QUI IL TESTO DEL MIUR) e nessuna circolare è arrivata ai dirigenti dal servizio istruzione della Provincia, al riguardo. Così si sono venute a creare queste situazioni molto pesanti da gestire sia per gli insegnanti che per i dirigenti e soprattutto per i bambini, le bambine e i loro genitori. Ieri è montata la protesta e così dal dipartimento istruzione della Provincia è arrivata la correzione per recepire la nota ministeriale.

 

Ci sono voluti quattro giorni per adeguarsi al nazionale quando si sapeva da mesi che in caso di Dad ci si sarebbe dovuti attivare per gestire sia l'esperienza da remoto che quella in presenza per i ''104'' e i ''Bes'' nel migliore dei modi, prima di tutto nel rispetto dei bambini e delle bambine che già da un anno stanno vedendo sacrificate tante esperienze e occasioni di vita e che non si meritano anche di dover soffrire per un sistema incapace di tutelarli (Qui articolo). 

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