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E' tornata la processionaria, l'allarme della Fondazione Mach: "Se vedete i nidi tenete gli animali al guinzaglio e non sedetevi a terra"

In Trentino è tornato l'allarme processionaria. "A causa del cambiamento climatico diventa sempre più difficile prevedere quando questi insetti si spostano e quindi quando è in corso il periodo in cui prestare più attenzione”

Di Silvia Pasolli - 17 March 2021 - 18:03

TRENTO. Presente ormai da secoli tra le nostri valli, la processionaria rappresenta un grave minaccia per piante, animali e persone. Con l'innalzamento delle temperature di queste ultime settimane, si è infatti proprio tornato a parlare di allarme processionaria.

 

Dopo la fecondazione i bruchi si spostano sui rami di pini per creare il loro nido che può contenere fino a 300 larve. Dopo che le uova si sono schiuse, le larve si spostano di ramo in ramo per alimentarsi, creando sempre nuovi nidi momentanei. Giunto l’inverno si fermano su un ramo e le basse temperature costituiscono un grave problema per le larve che spesso muoiono per il freddo.

 

Con l’inizio della primavera, ormai divenute bruchi, scendono dalla pianta per raggiungere il terreno dove avverrà la loro metamorfosi in farfalle. Una volta avvenuta la "metamorfosi", queste non sono più fonte d’insidia.

 

Il pericolo per noi e per gli animali sorge quando si entra in contatto con i peli urticanti di questi bruchi. Il contatto può avvenire direttamente o indirettamente, come per esempio quando ci si mette di mezzo il vento. Il contatto provoca un'irritazione cutanea associata a bruciore e prurito.

 

“Proprio in queste settimane stiamo facendo dei rilievi - spiega Cristina Salvatori, responsabile del monitoraggio fitopatologico delle foreste trentine della fondazione Mach - la densità di popolazione si è alzata, ma a causa del cambiamento climatico diventa sempre più difficile prevedere quando si spostano e quindi quando è in corso il periodo in cui prestare più attenzione”.

 

“Evitare l’attacco verso una pianta è praticamente impossibile", continua. "L’unica soluzione è effettuare l’endoterapia e cioè un'iniezione di insetticidi direttamente nel tronco e che viene poi diffusa dalla pianta fino agli aghi rendendoli non commestibili per le larve che se ne nutrono. Oppure per evitare l'ascesa delle larve verso il terreno è possibile mettere dei 'collari' sul fondo del tronco”.

 

“Le raccomandazioni sono di non sottovalutare questo insetto, di prestare attenzione dove si vedono i nidi, evitando di sedersi a terra o sostando sotto gli alberi e mantenendo sempre gli animali a guinzaglio”, conclude Salvatori. 

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