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Femminicidio nel vicentino, la vittima è la 31enne Rita Amanze. Prosegue la caccia al marito in fuga

La consigliera Guarda di Europa Verde: "Quanto vale la vita di una donna oggi, se si arriva a compiere gesti come questo nel quotidiano? Siamo al secondo femminicidio in pochi giorni solo in Veneto. La Regione del Veneto dia un segnale importante e si costituisca parte civile ai procedimenti penali che seguiranno"

Di M.Sartori - 10 settembre 2021 - 17:37

NOVENTA VICENTINA. Si chiamava Rita Amenze la 31enne di origini nigeriane freddata questa mattina nel parcheggio della ditta dove lavorava. Ad aspettarla in agguato, secondo le prime ricostruzioni dei fatti, sarebbe stato il marito Pierangelo Pellizzari di 61 anni.

 

Sembra che la donna, residente a Quargente di Villaga pochi chilometri a nord di Noventa, avesse lasciato il compagno qualche giorno fa. Questo sarebbe stato il movente che avrebbe spinto Pellizzari ad aspettare che Rita arrivasse al lavoro per ucciderla con quattro colpi di pistola davanti alle colleghe, prima di sparire lungo la strada a bordo di una Jeep.

 

I carabinieri stanno portando avanti una vera e propria caccia all’uomo in tutta la provincia e lungo la rete autostradale. Le ricerche al momento si sono concentrate nei dintorni della casa dell’uomo, dove si pensa che si sia rifugiato. I militari si stanno avvicinando all’abitazione con tutte le precauzioni del caso, dato che con ogni probabilità l’omicida è armato. A sorvegliare tutto dall’alto c’è anche l’elicottero dei carabinieri.

 

Sulla questione si è espressa la consigliera Guarda di Europa Verde, che esprime profondo dolore e rabbia per l’accaduto. “Quanto vale la vita di una donna oggi, se si arriva a compiere gesti come questo nel quotidiano? Quante donne dovranno ancora morire prima che si riesca ad intervenire efficacemente su questa piaga sociale? È ciò che ci domandiamo ogni volta che notizie così ci stringono il cuore in una morsa insopportabile. Ma poi le azioni delle istituzioni continuano a non agevolare chi chiede aiuto”.

 

Continua Guarda: “Nonostante l’informazione nazionale e locale sia costellata quotidianamente di episodi di violenza sulle donne, fatichiamo come collettività a comprendere quanto vaste siano le problematiche da affrontare. Una situazione che si è aggravata con la pandemia. Siamo al secondo femminicidio in pochi giorni solo in Veneto. La Regione del Veneto dia un segnale importante e si costituisca parte civile ai procedimenti penali che seguiranno. Martedì prossimo chiederò un minuto di silenzio in Consiglio regionale per ricordare le due vittime.”

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