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Fisiologica al posto del vaccino, Segnana scrive: ''Non risultano richieste di verifica della notizia'' ma da il Dolomiti decine di telefonate e messaggi di chiarimento

Nel rispondere all'interrogazione di Alex Marini sulla notizia data dal nostro giornale il 22 gennaio l'assessora ha specificato che non ci sarebbe stato alcun tentativo di contatto con Apss. Purtroppo l'assessora mette nero su bianco in un atto pubblico una dichiarazione non vera. Sono stati tantissimi i tentativi fatti da il Dolomiti anche via messaggio (ecco gli screenshot di alcuni di questi) di avere una posizione ufficiale sulla vicenda (che in coda all'articolo vi spieghiamo com'è andata sempre a firma dell'assessora)

Di Luca Pianesi - 06 aprile 2021 - 15:53

TRENTO. ''All’Ufficio comunicazione dell’Apss non risultano richieste di verifica della notizia''. Così l'assessora Segnana risponde all'interrogazione del consigliere dell'M5S Alex Marini incentrata sulla scoperta fatta da il Dolomiti a fine gennaio che era stata iniettata della soluzione fisiologica al posto del vaccino ad alcuni utenti. L'assessora si espone con tanto di firma mettendo nero su bianco questa dichiarazione, immaginiamo dopo essere stata informata dai suoi dirigenti e dalla stessa Apss.

 

Lo fa prendendosi la responsabilità di quanto scrive e di quanto dichiara in un atto pubblico cercando di smentire il Dolomiti che nell'articolo firmato da Tiziano Grottolo del 22 gennaio riportava: ''Per tutto il pomeriggio, fino a sera, Il Dolomiti ha cercato di mettersi in contatto con i vertici dell’Azienda sanitaria per avere un commento ufficiale della situazione e per capire l’entità dell’errore, ma non è stato possibile parlare con nessuno. Pertanto non è possibile sapere (ma probabilmente nemmeno l’Apss lo sa con certezza, altrimenti non sarebbe necessario sottoporre i sanitari al test sierologico) quante siano le persone coinvolte''.

 

Alex Marini nella sua interrogazione ha chiesto, oltre ai chiarimenti sulla vicenda (che riportiamo più sotto e che raccontano di un errore umano che, per carità, non dovrebbe ma può succedere) se ''corrisponda al vero, e se sì per quale motivo, che in data 21 gennaio 2020 l’ufficio comunicazione dell’APSS non abbia dato alcun riscontro ai tentativi di verifica della notizia effettuati dai giornalisti riguardo all’errata somministrazione di dosi di soluzione fisiologica al posto del vaccino anti-Covid19, preferendo pubblicare un comunicato stampa autonomo sull’argomento invece di rispondere a domande specifiche poste da organismi indipendenti''. 

 

A questa domanda Segnana ha risposto che ''all’Ufficio comunicazione dell’Apss non risultano richieste di verifica della notizia''. Ebbene questi sono stati alcuni dei tentativi di chiamata fatti quel giorno ai vertici dell'Apss e al direttore del dipartimento salute proprio dell'assessora Segnana.

 

 

Questi quelli diretti al solo direttore generale dell'Apss.

 

 

Molteplici gli scambi con l'Ufficio comunicazione dell'Apss ma come se non bastasse, ben consci della portata della notizia, che poi ha fatto il giro d'Italia ed è stata ripresa dalla stampa nazionale, oltre ai tentativi di chiamata senza risposta abbiamo anche scritto direttamente a tutte le parti in causa per chiedere una reazione. 

 

 

Insomma affermare che ''non risultano richieste di verifica della notizia'' come ha fatto l'assessora Segnana nero su bianco in un atto pubblico qual è la risposta a un'interrogazione è davvero difficile. C'è da dubitare, a questo punto, di ogni risposta e di ogni comunicazione ufficiale? Ci si può fidare di quanto viene comunicato dall'amministrazione provinciale? Noi siamo convinti di sì e anche per questo continueremo a fare domande e riportare quanto viene comunicato ufficialmente, risposte, posizioni, attacchi.   

 

Questa la ricostruzione fatta dall'assessora Segnana nella sua riposta a Marini in merito a cosa è successo quel giorno di gennaio quando sono state somministrate delle soluzioni fisiologiche al posto del vaccino.

 

Con riferimento all’interrogazione specificata in oggetto, si comunica quanto segue. L’interrogazione si riferisce ad un episodio occorso in occasione di una seduta vaccinale anti-covid del giorno venerdì 15.1.2021 (pomeriggio): l’operatrice sanitaria impegnata nella diluizione aveva diluito due flaconcini di vaccino privo di vaccino.

 

In altre parole per due volte è stato diluito un flaconcino già precedentemente diluito ed aspirato, che non era stato prontamente eliminato dal banco di lavoro con il risultato che 12 siringhe contenevano solo soluzione fisiologica sterile, adatta alla diluizione ma nessun principio attivo. Non si è riusciti ad individuare con certezza quando si siano verificati i passaggi fallaci, e quindi quali siano state le persone che hanno ricevuto il vaccino e quali la soluzione fisiologica. L’errata diluizione poteva essere avvenuta durante la seduta o alla fine della stessa.

 

Errori umani accadono e sono, in parte, inevitabili. Elementi di contesto come l’elevato stress a cui da molti mesi sono esposti gli operatori sanitari e l’elevato carico di lavoro per vincere la sfida di raggiungere il prima possibile elevate coperture vaccinali sono fattori di rischio aggiuntivi. Essenziale il continuo e scrupoloso monitoraggio delle attività che ha portato all’individuazione dell’errore e al pronto rimedio dello stesso. Nessuna persona è stata danneggiata, fatta eccezione per una puntura superflua. 

 

Tutte le 48 persone vaccinate nella seduta sono state informate del fatto il lunedì 18 e sono state successivamente contattate per eseguire la ricerca sierologica degli anticorpi per determinare lo stato vaccinale. In tale maniera è stato possibile individuare le 12 persone a cui era stato somministrato la sola soluzione fisiologica e ai quali è stato quindi somministrato di nuova una prima dose di vaccino. All’Ufficio comunicazione dell’APSS non risultano richieste di verifica della notizia.

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