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Focolaio a San Bartolameo, ''Completati i tamponi ai 221 studenti''. Zuccali: ''Quarantena per 10 giorni'' e domani arrivano Protezione Civile e Croce Rossa

La Protezione civile, con il supporto di volontari della Croce rossa, provvederà alla distribuzione dei pasti e a fornire beni di prima necessità e non solo. E' stato chiesto agli studenti di mantenere l’isolamento, "dal momento che il periodo di incubazione della malattia varia tra 2 e 11 giorni e non possibile escludere che i sintomi si manifestino in una fase successiva al tampone" spiega la Direttrice dell’Unità operativa igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria

Pubblicato il - 08 marzo 2021 - 17:49

TRENTO. Sono 221 ad oggi gli studenti che si trovano in isolamento allo studentato di San Bartolameo a causa di un focolaio Covid 19. I primi contagi, 8 persone, sono stati rilevati alla fine della scorsa settimana (Qui l'articolo)  e questo ha portato all'attivazione di tutte le procedure necessario per contenere la pandemia.

 

All'origine ci sarebbe una festa non autorizzata che, come spiegato da alcuni studenti a Il Dolomiti, era stata denunciata senza però che vi fosse un intervento per bloccarla. Dal direttore dell’Opera Universitaria, Paolo Fontana, c’è piena disponibilità a indagare in tutte le direzioni: “Non escludiamo alcuno scenario” (Qui l'articolo).

 

La situazione di oggi, lunedì 8 marzo

Sono stati completati i tamponi ai 221 residenti delle palazzine E ed F dello studentato San Bartolameo posti in quarantena, realizzati dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

“È stato allestito un punto tamponi presso un’area dedicata e in giornata abbiamo completato questo primo test diagnostico a tutti i ragazzi posti attualmente in isolamento fiduciario. Come già spiegato ai ragazzi in occasione del webinar tenutosi sabato scorso, questo primo tampone serve per conoscere quanto diffuso sia attualmente il virus negli ospiti delle palazzine E ed F”. Queste le parole della dottoressa Zuccali, Direttrice dell’Unità operativa igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria.

 

Anche nel caso di esito negativo, sarà comunque chiesto di mantenere l’isolamento per tutti i 221 residenti, dal momento che il periodo di incubazione della malattia varia tra 2 e 11 giorni e non possibile escludere che i sintomi si manifestino in una fase successiva al tampone. “A seguito della quarantena di 10 giorni, salvo diverse indicazioni per il mutare del quadro epidemiologico – ha spiegato la dottoressa Zuccali - verrà effettuato un secondo tampone a tutti, e solo successivamente, se negativo, si porrà fine alla quarantena”.

 

Momenti informativi

Un primo momento informativo si è tenuto lo scorso sabato, attraverso un webinar rivolto a tutti i residenti delle strutture di Opera universitaria. L’incontro è stato organizzato da Opera universitaria con la partecipazione dei rappresentati delle istituzioni preposte alla gestione dell’emergenza, e della componente universitaria: il dottor Ferro, direttore del Dipartimento di Prevenzione, la dottoressa Zuccali, il sindaco Franco Ianeselli, l'assessore all'istruzione, università e cultura Mirko Bisesti e il rettore dell’università di Trento Paolo Collini. Il confronto è stato moderato dalla presidente di Opera Maria Laura Frigotto.

 

I partecipanti sono stati circa 250 ed è stata prevista la traduzione simultanea in inglese. “È stato forte il richiamo da parte delle istituzioni ad un’assunzione di responsabilità da parte dei ragazzi, il cui comportamento in questa delicata situazione sarà cruciale per evitare la diffusione del virus nella città, con i rischi che ormai sappiamo soprattutto per le fasce più deboli della popolazione” ha spiegato in una nota l'Opera Universitaria.

 

Somministrazione di pranzi e cene

La presidente Frigotto rispetto alle misure messe in atto per la gestione del focolaio ha spiegato che “Non appena informati dall’Azienda sanitaria del focolaio individuato nelle ormai note palazzine E ed F dello studentato San Bartolameo, abbiamo subito provveduto ad inviare una mail a tutti i residenti, informandoli della situazione e invitandoli a non uscire dalla propria stanza. Venerdì nel tardo pomeriggio i ragazzi delle aree poste in quarantena hanno ricevuto la cena, tenendo conto delle esigenze alimentari di ciascuno. Successivamente ogni nostro sforzo è stato rivolto a raggiungere un’intesa con tutte le parti coinvolte nell’emergenza, in primis l’Azienda sanitaria, per definire le azioni da seguire sulla base dei protocolli sanitari vigenti”.

 

A partire da domani, 9 Marzo, la Protezione civile, con il supporto di volontari della Croce rossa, provvederà alla distribuzione dei pasti e a fornire beni di prima necessità e non solo. “Siamo consapevoli – ha spiegato Frigotto - del sacrificio che chiediamo a questi ragazzi, che si trovano lontani da casa e privi di un sopporto familiare, ma l’isolamento è l’unico mezzo che abbiamo per contenere la diffusione del virus ed uscire, speriamo prima possibile, da questa situazione”.

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