Contagi allo studentato San Bartolameo, l'Opera: ''Un paio di assembramenti non autorizzati''. L'Udu: ''In isolamento garantire il benessere di studenti e studentesse''
Secondo le verifiche fatte dall'Opera Universitaria: "Non vi è un fatto eclatante che ha coinvolto molte persone, ma si sarebbe tratto, secondo la documentazione fornita dal Consorzio Formazione Cultura Servizi, di un paio di episodi di assembramenti non autorizzati con la presenza di più di 4 persone"

TRENTO. Nessuna festa ma "un paio di episodi di assembramento con la presenza di più di 4 persone" che sono state invitate a rientrare nelle proprie stanze. Questo il chiarimento che l'Opera Universitaria ha deciso di mettere nero su bianco in una nota in merito ai contagi che sono stati registrati allo studentato di San Bartolameo.
L'Opera Universitaria ha acquisito la reportistica prodotta da Consorzio Formazione Cultura Servizi, che è gestore diretto delle strutture in questione, e che si occupa delle attività di reception, guardiania e pulizia. Oltre a questo ha raccolto le segnalazioni degli studenti rispetto alle presunte date nelle quali si sarebbero verificati gli assembramenti.
“Gli elementi in nostro possesso – viene spiegato in una nota - evidenziano che non vi è un fatto eclatante che ha coinvolto molte persone, ma si sarebbe tratto, secondo la documentazione fornita dal Consorzio Formazione Cultura Servizi, di un paio di episodi di assembramenti non autorizzati con la presenza di più di 4 persone, confermati nella tempistica dagli studenti che hanno collaborato a chiarire i fatti”.
In tutti i casi segnalati, spiega ancora l'Opera, il personale del Consorzio dichiara di essere intervenuto, sensibilizzando gli studenti al rispetto delle regole anti-covid e invitandoli a rientrare nelle proprie stanze. Sempre dai verbali del Consorzio si rileva che gli studenti hanno risposto in maniera collaborativa, prendendo atto del richiamo ricevuto.
“Ovviamente - viene spiegato - nell’ambito della nostra attività di verifica dei fatti non possiamo attribuire a queste occasioni l’origine del focolaio, non potendo infatti escludere che il contagio sia avvenuto in un momento diverso da queste occasioni avvenute nello Studentato, come dimostrano le numerose segnalazioni sulla città di assembramenti non autorizzati. Segnaliamo, tra l’altro, che anche l’Azienda sanitaria, nel lavoro di tracciamento, ha raccolto perlopiù lo stesso tipo di informazioni”.
Ad intervenire sulla questione è stata anche l'Unione degli Universitari. “Non possiamo accettare – ha spiegato la coordinatrice Paola Paccani - che l’intera questione venga liquidata come esclusiva responsabilità degli studenti e delle studentesse che si trovano in questa situazione: sicuramente ci sono stati comportamenti scorretti da parte di alcuni che hanno leso tutti gli altri residenti, ma è anche necessario che l’ente si occupi di valutare la sostenibilità sanitaria degli spazi e dei controlli a seguito delle segnalazioni da parte di studenti e studentesse”.
Dal canto suo Sofia Scandola, rappresentante degli studenti e delle studentesse nel CdA di Opera Universitaria ha spiegato che “In questo momento riteniamo sia fondamentale garantire il benessere di studenti e studentesse in modo che questo periodo di isolamento possa essere vissuto nel migliore dei modi, per quanto possibile. Ci siamo assicurati/e che vengano forniti pasti adeguati alle esigenze di ognuno/a e che a breve venga attivato un servizio di recapito per la spesa, il materiale necessario allo studio, la posta e i beni di prima necessità”.

















