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Green Pass, anche i volontari delle associazioni dovranno avere il certificato. Preoccupato il Csv, Casagranda: ''Chi non ce l'ha spenderà 15 euro per farsi un tampone?''

Il volontariato trentino dovrà confrontarsi con il Green Pass. Lo stabilisce il dl 127/2021, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021. L'obbligo del certificato verde  è esteso anche ai volontari. Fondamentale il lavoro che sta portando avanti il Centro Servizi per il Volontariato, il presidente: "Stiamo cercando di informare tutte le associazioni sulle regole da seguire e le responsabilità"

Di G.Fin - 27 settembre 2021 - 08:31

TRENTO. “E' una questione importante, ci stiamo muovendo con tutte le forze possibili per avvisare le associazioni e per fare in modo che tutti arrivino preparati al 15 ottobre”. Giorgio Casagranda è presidente del Centro Servizi Volontariato del Trentino. E' un organismo di fondamentale importanza che ogni giorno aiuta decine e decine di associazioni. Non tutti ancora lo sanno ma dal 15 di ottobre, il Green pass sarà obbligatorio nei luoghi di lavoro pubblici e privati, anche per i volontari.

 

Lo stabilisce il dl 127/2021, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021. L'obbligo è esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato in luoghi lavorativi pubblici o privati, anche sulla base di contratti esterni.

 

In altre parole, lo stagista, il consulente, l’esperto e il volontario – per accedere e svolgere la propria peculiare attività in luoghi pubblici e privati in cui è svolta un’attività lavorativa – sono tenuti al possesso e all’esibizione del green pass. Questo riferimento espresso ai volontari è sicuramente di estrema rilevanza, dato che, sino all’emanazione di questo disegno di legge, i volontari non sono mai stati citati nei provvedimenti emergenziali adottati in merito al green pass.

 

E' un tema non di poco conto se pensiamo che il Trentino è storicamente una terra di solidarietà e di volontariato con realtà associative che assieme costituiscono il pilastro vero e proprio di un tessuto sociale quanto mai messo alla prova in quest'ultimo anno di pandemia. Ci sono associazioni e ci sono volontari che aiutano anziani, che portano pasti a famiglie che non hanno un piatto caldo da mettere sulla tavola, ma anche chi offre la propria compagnia, consegna medicinali e tanto altro. L'esercito di volontari in Trentino è tra i più importanti in Italia e sarà messo alla prova, come nel resto del Paese, il 15 ottobre.

 

Ci sono associazioni che hanno centinaia di volontari e che riescono a portare avanti l'attività anche nel caso di alcune assenze. Ma altre realtà importanti, la sola mancanza di un volontario perché sprovvisto di green pass può mettere davvero a rischio l'intera organizzazione.

 

Da qualche giorno il Centro Servizi Volontariato sul proprio sito internet ha messo un messaggio molto chiaro: “Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro pubblici e privati, ANCHE PER I VOLONTARI. Sarà necessario dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 anche per i soggetti esterni”.

 

Giorgio Casagranda, oltre ad essere presidente del Csv è alla guida anche di una fra le più importanti realtà del territorio. Stiamo parlando di Trentino Solidale. “Io sto cercando di avvisare tutti in modo da arrivare preparati e poi faremo la lettura del Green Pass a campionatura, non importa se arrivi da tampone e da vaccinazione. Entro pochi giorni nominerà alcune persone che avranno il compito di fare questo. Chi non avrà la certificazione non potrà svolgere il proprio ruolo”.

 

Direttive simili sono state date alle altre associazioni iscritte ad oggi al Csv. Circa 150 realtà alle quali il Centro ha fornito tutte le informazioni dettagliate possibili. “Tutte le associazioni – spiega Casagranda - devono sapere quali sono le responsabilità e i problemi che andranno incontro. Il nostro servizio non è solamente rivolto agli iscritti ma anche a tutte le associazioni presenti sul territorio, parliamo di 3500 realtà e migliaia di volontari”.

 

 

Il timore è che i cosiddetti no vax e no green pass possano creare problemi alla sistema di volontariato trentino. “Alcune realtà hanno anche un altro problema che è legato ai lavoratori socialmente utili. Anche quelli che vengono nelle associazioni per fare delle ore per sdebitarsi con la giustizia se non hanno il green pass occorre sospenderli e questo provocherà una catena di problemi” spiega il presidente del Csv.

 

Nessuno, al momento, sa con esattezza quanti siano i volontari che non hanno un green pass e allo stesso modo non si sa quanti sono i volontari che decideranno di spendere dai 15 a 20 euro per farsi un tampone per poi lavorare in modo, appunto, volontario.

 

“La vaccinazione è lo strumento più efficace – conclude Casagranda. Io prevedo che ci possa essere un calo dei volontari ma conto anche sul fatto che questo alla fine sarà contenuto”.

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