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I ristoratori trentini contro i no vax: ''Espongono la collettività, per motivazioni personali, al rischio di altre limitazioni''. Sì ad una "estensione del Green Pass''

L'Associazione ristoratori trentini promuove il Green Pass: "Fondamentale per superare la stagione faticosa". Fontanari: "Puntare su qualificazione e formazione del personale. Pandemia e Imis le criticità sulle quali è necessario tenere alta l’attenzione”

Pubblicato il - 22 September 2021 - 09:50

TRENTO. “Il Green Pass è lo strumento per superare la stagione faticosa delle chiusure e delle limitazioni. Dopo molti mesi di sacrifici, sarebbe incomprensibile e intollerabile ricadere nell’incubo di nuove chiusure o nuove restrizioni per causa di chi, dopo 9 mesi di campagna vaccinale, sceglie ancora liberamente di non vaccinarsi, esponendo la collettività, per motivazioni personali, al rischio di altre limitazioni”. Questa la posizione dell'Associazione ristoratori del Trentino in merito alla situazione attuale. Dopo mesi difficili tra restrizioni e chiusure la categoria si dice “fiduciosa” in vista della prossima stagione invernale. I prossimi sono mesi che sono attesi con ottimismo, dopo quasi due anni di sacrifici che hanno provato l’intera categoria.

 

“La stagione estiva sembra essere andata bene - spiega il presidente dell’Associazione Marco Fontanari - benché sia ancora prematuro comporre un bilancio effettivo. Non dimentichiamoci che pesano ancora gli strascichi di un anno e mezzo di limitazioni e chiusure obbligate. Il covid è una ferita che per le imprese speriamo di poter definire chiusa ma i cui effetti saranno avvertiti ancora a lungo”.

 

Ci sono ancora alcune criticità sulle quali è necessario tenere ancora molto alta l’attenzione. “Come associazione – ha spiega il presidente Fontanari – chiediamo di estendere l’uso del Green Pass e non possiamo che apprezzare gli interventi del governo in questa direzione”.

 

L’altro aspetto sul quale focalizzare l’attenzione è quello del reperimento di manodopera. “Un problema strutturale – hanno spiegato i ristoratori - che va risolto con una serie di interventi complementari e integrati. Tra questi, un contratto territoriale che dia valore e stimolo all’occupazione nel settore, un intervento politico sulla condizionalità e, a medio e lungo termine, una strategia di formazione e un investimento nelle sinergie con gli istituti professionali per avere scuole di eccellenza altamente professionalizzanti”.

 

Durante i lavori è emersa ancora una volta la necessità di regolamentare l’ingresso nel mondo della ristorazione: “Si tratta di una questione che va affrontata a livello nazionale ed europeo, ma è un aspetto che sta diventando sempre più attuale e sul quale occorre intervenire quanto prima”.

 

Sul tavolo della riunione di Giunta anche la questione dell’Imis: “Gli interventi e gli aiuti della Provincia Autonoma di Trento sono stati apprezzati; anche sulla possibilità di prolungare i finanziamenti attivati causa Covid. Ci aspettiamo però, come richiesto più volte, che l'esenzione dell'imposta immobiliare semplice (Imis) sia estesa, come a livello nazionale, anche alle imprese delle ristorazione e ai pubblici esercizi. Riteniamo ingiusta questa esclusione che provoca discriminazioni irragionevoli tra categorie che seppur diverse sono state duramente colpite dagli effetti della pandemia”.

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