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| 29 dic 2021 | 13:01

Covid, il position paper Siti. Ferro: ''Estendere da subito il Super Green pass a ogni attività sociale e lavorativa. E quarantena solo per i no vax''

Un position paper firmato da Antonio Ferro con la collaborazione di un panel di esperti tra i quali figura anche Giancarlo Ruscitti. La Siti: "I non vaccinati causano il maggior impatto sul sistema sanitario e facilitano la diffusione del virus. Le strategie di contenimento attuate finora, in un contesto di vaccinazione di massa e di transizione verso una fase di endemia, non sono più appropriate e sostenibili​"

Covid, il position paper Siti

TRENTO. Permettere da subito tutte le attività ludiche solo ai possessori di Super Green pass e velocizzare la campagna vaccinale in tutta Italia. Non applicare misure di quarantena e non effettuare il test per la ricerca Sars-Cov-2 sui contatti vaccinati con dose booster o che hanno completato il ciclo primario da meno di 5 mesi e sui guariti con primo tampone positivo per infezione (sintomatica o asintomatica) non oltre i 5 mesi o con pregressa infezione e vaccinati almeno con una dose entro i 5 mesi dalla guarigione. 

 

Poi focalizzare le attività di contact tracing sull'identificazione dei contatti non vaccinati e sospendere il tampone di fine isolamento dopo i 10 giorni dalla positività in assenza di sintomi da 3 giorni per dedicare la diagnostica ai casi sospetti senza ritardi. Queste alcune raccomandazioni della Siti-Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica per migliorare l'efficacia, l'efficienza e l'equità delle azioni per contrastare l'epidemia Covid nella fase attuale.

 

Un position paper firmato da Antonio Ferro, presidente di Siti e direttore generale facente funzione dell'Apss, con la collaborazione di un panel di esperti tra i quali figura anche Giancarlo Ruscitti, oltre a Vincenzo Baldo, Paolo Bonanni, Paolo Castiglia, Nicolò Casuccio, Danilo Cereda, Sandro Cinquetti, Michele Conversano, Enrico Di Rosa, Marino Faccini, Alberto FedeleFausto Francia, Giovanni Gabutti, Luca Gino Sbrogiò, Carlo Signorelli, Antonietta SpadeaEmanuele Torri

 

Una presa di posizione che prende le mosse dall'analisi dei dati epidemiologici più recenti: "I dati italiani di incidenza e i ricoveri di fine 2021 mostrano un aumento costante, tale aumento è diventato più rapido in relazione al presentarsi della nuova variante Omicron seppure al momento la variante ancora prevalente è la Delta".

 

Inoltre c'è un'incidenza elevata nei non vaccinati e nelle fasce di età più giovani, si osserva poi un aumento delle reinfezioni. Una recrudescenza dell'epidemia che ha, naturalmente, ripercussioni anche sull'occupazione dei posti letti (Qui articolo), pesano in particolare i ricoveri che riguardano i non vaccinati (Qui articolo): "Un impatto particolarmente importante sul sistema sanitario, come evidenziato dal report settimanale dell'Istituto superiore di sanità".

La società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica opera anche un'analisi sulla quarantena che "avuto un elevato costo socioeconomico: molte persone hanno dovuto ridurre l’attività lavorativa e il loro reddito, i bambini hanno perso la scuola. Il notevole aumento del numero dei quarantenati dovuti alla enorme diffusione del virus comporta un devastante impatto socioeconomico, con il rischio di bloccare, o comunque compromettere fortemente, l’attività lavorativa del Paese".

Da qui la necessità per Siti di un cambio di strategia. "La vaccinazione è probabilmente efficace anche verso la variante Omicron, almeno per la protezione dalle forme gravi, tutte le risorse del Servizio sanitario nazionale devono quindi essere orientate verso lo sforzo vaccinale nei confronti dei richiami per la terza dose e possibilmente nella vaccinazione dei non vaccinati. I non vaccinati causano il maggior impatto sul sistema sanitario e facilitano la diffusione del virus. Le strategie di contenimento attuate finora, in un contesto di vaccinazione di massa e di transizione verso una fase di endemia, non sono più appropriate e sostenibili: la mitigazione è l’unica opzione praticabile soprattutto in relazione alle più recenti, più trasmissibili e contagiose varianti come Omicron".

 

La proporzione di persone immunizzate nei confronti del Sars-CoV-2 a seguito di vaccinazione o per pregressa infezione è superiore all’80% in Italia. Il nostro Paese, continua a spiegare la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, non può permettersi di affrontare l’impatto socioeconomico dell’adozione generalizzata a tutta la popolazione (vaccinata e non vaccinata) delle misure di contenimento e mitigazione attualmente previste, considerate le differenti conseguenze che la malattia ha sulla popolazione vaccinata e non vaccinata.

 

"E' necessario garantire in tempi rapidi la vaccinazione (con dose booster) al maggior numero di persone possibile per mettere in sicurezza il Paese e allo stesso tempo non si può pensare di sottoporre a misure contumaciali il 20-30% della popolazione attiva italiana. Nell’odierna fase di elevata circolazione virale, prioritaria è la protezione delle persone fragili a maggior rischio di conseguenze gravi dell’infezione da Sars-CoV-2. Nel contempo, è fondamentale promuovere strategie di sanità pubblica scientificamente fondate, fattibili e sostenibili nell’implementazione pratica".

 

La Siti sulla base della revisione della letteratura scientifica disponibile, di raccomandazioni internazionali, comprese le disposizioni recentemente emanate in Sud Africa, dell’analisi dell’andamento dell’epidemia e della campagna vaccinale anti Covid-19, dell’esperienza dei professionisti della sanità pubblica impegnati sul territorio nelle attività di contenimento epidemico propone, agli organi decisori istituzionali e a tutti gli stakeholder, 9 raccomandazioni che saranno soggette a verifica, aggiornamento e revisione in base al procedere della situazione epidemiologica. L’eventualità di ridurre i tempi della quarantena però non trova d’accordo alcuni esperti fra cui Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata.

 

IL POISTION PAPER DI SITI

CONTACT TRACING

1. Focalizzare le attività di contact tracing sull’identificazione dei contatti non vaccinati e sulla prevenzione e gestione dei focolai in comunità chiuse (es. residenze sanitarie assistenziali) o eventi/contesti ad alto rischio di estesa diffusione virale.

 

2. Esplicitare a livello nazionale in modo trasparente l’escalation degli interventi di contact tracing possibili e utili in base ai livelli di circolazione virale e renderlo noto a tutti i livelli, dalle regioni/provincie autonome, ai sindaci, alle aziende sanitarie e ai cittadini, indirizzando le risorse effettivamente disponibili solo verso azioni prioritarie come il controllo dei setting a maggiore rischio.

 

QUARANTENA

3. Non applicare misure di quarantena e non effettuare test per la ricerca di Sars-CoV-2 sui contatti vaccinati con dose booster o che hanno completato il ciclo primario da meno di 5 mesi e sui soggetti guariti con primo tampone positivo per infezione da Sars-CoV-2 (sintomatica o asintomatica) non oltre i 5 mesi o con pregressa infezione da Sars-CoV-2 e vaccinati almeno con una dose entro i 5 mesi dalla guarigione; il test va effettuato solo nel caso in cui il contatto a rischio diventi sintomatico o si tratti di un soggetto a rischio; sottoporre i contatti a rischio per condizioni cliniche (es. immunosoppressione) o attività professionale (es. operatori sanitari) a test molecolare in 4° giornata dal contatto.

 

4. Per i contatti non vaccinati applicare le misure di quarantena come da indicazioni vigenti; tali soggetti possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.

 

MISURE ALTERNATIVE ALLA QUARANTENA (SORVEGLIANZA) PER I CONTATTI VACCINATI E PER I GUARITI (COME DEFINITI AL PUNTO 3)

5. Garantire la permanenza del soggetto vaccinato asintomatico in comunità. Per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, assicurare auto-sorveglianza e effettuare un test molecolare o antigenico il prima possibile qualora si dovessero manifestare sintomi e: utilizzare la mascherina Ffp2 (o superiore) in tutti gli ambienti frequentati; mantenere il distanziamento fisico, soprattutto nei confronti di persone anziane e fragili; evitare di partecipare ad occasioni di convivialità durante le quali non sia possibile l’utilizzo della mascherina; evitare di condividere spazi con persone che sono a più alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia (come le persone di età superiore ai 65 anni e/o con malattie croniche); lavare frequentemente le mani; evitare di condividere oggetti personali (es. spazzolini da denti, asciugamani, lenzuola, utensili da cucina, telefoni, computer) con altre persone/familiari; arieggiare gli ambienti almeno ogni 20 minuti per favorire il ricircolo dell’aria (se non è possibile tenere sempre due finestre leggermente aperte).

 

DIAGNOSTICA DI PROSSIMITÀ

6. Mantenere, e ove necessario potenziare, la rete diagnostica di prossimità, in modo da garantire a tutti i soggetti sintomatici, o a rischio, il tempestivo e agevole accesso al tampone in condizioni di massima sicurezza (es. con modalità drive-in) e senza intralci alle altre attività assistenziali ordinarie.

 

7. Sospendere il tampone di fine isolamento dopo i 10 giorni dalla positività in assenza di sintomi da 3 giorni, al fine di dedicare la diagnostica ai casi sospetti senza ritardi.

 

CAMPAGNA VACCINALE

8. Velocizzare la campagna vaccinale in tutte le regioni e province autonome anche tramite l’organizzazione di maratone vaccinali aperte a tutta la popolazione eleggibile.

 

UTILIZZO DEL “SUPER GREEN PASS”

9. Permettere da subito tutte le attività ludiche solo a soggetti in possesso di “Super Green pass”. Alla luce situazione epidemiologica degli ultimi giorni connotata da una crescita esponenziale dei contagi in diverse regioni che rischia di far collassare nuovamente il sistema di ricovero e cura, si richiede di valutare con urgenza la richiesta di vietare alle persone non dotate di “Super Green Pass” ogni attività sociale e lavorativa.

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