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Guardie mediche, dalle promesse ai nuovi tagli? La Cisl: ''No agli allargamenti degli ambiti territoriali. In 5 si sono già licenziati''

Il segretario Paoli aveva già annunciato lo stato di agitazione e pensato allo sciopero ma nell'incontro con Apss ci sono state delle aperture e allora tutto è congelato: ''Intanto si blocca l'allargamento delle zone previsto dal primo di novembre. Però tre medici di Rovereto e due di Ala si sono già licenziati. Il danno è fatto speriamo di fermare il resto''

Di Francesca Cristoforetti - 23 ottobre 2021 - 13:07

TRENTO. Tutto sospeso fino all’incontro della prossima settimana: le organizzazioni sindacali rappresentative della categoria dei medici hanno proposto delle soluzioni al comitato aziendale dell'Apss, convocato tempestivamente giovedì 22 ottobre riguardo al tema della continuità assistenziale. Le parti hanno concordato di sospendere gli allargamenti degli ambiti territoriali preannunciati per novembre stabilendo di incontrarsi al più presto anche con la Provincia per definire migliorie dal punto di vista economico per sostenere gli attuali incaricati e titolari del servizio oltre a prevedere ulteriori apporti di personale in armonia con le norme dell’Accordo collettivo nazionale.

 

“Abbiamo ritirato l’agitazione sindacale in attesa del prossimo incontro con l’assessora Segnana – dichiara il dottor Nicola Paoli, segretario generale Cisl medici del Trentino – fino a quel momento si blocca l’allargamento delle zone previsto dal primo novembre. Cinque guardie mediche si sono però già licenziate, queste non so se torneranno indietro ormai: tre medici di Rovereto dimessi questa mattina e altri due ad Ala che hanno mandato la pec di licenziamento. Il danno è stato fatto in parte, speriamo di fermare il resto. Ringrazio il direttore generale Antonio Ferro per la disponibilità al confronto e nel trovare soluzioni".

 

Facendo un passo indietro, che cosa è successo? Tutto è cominciato con il cambio della Giunta. Come in tanti altri ambiti le promesse della Lega erano state tante prima del voto e poi, una volta eletti, erano arrivate le rassicurazioni formali. Il presidente Fugatti nel dicembre 2018 durante un incontro per discutere del servizio di guardia medica sulla Paganella metteva nero su bianco in un comunicato stampa della Pat queste parole: ''Le guardie mediche erano state depotenziate dalla scorsa giunta provinciale in alcune valli siamo dunque impegnati nella riorganizzazione complessiva del servizio di continuità assistenziale, ponendo maggiore attenzione ai bisogni delle periferie, una riorganizzazione che ci permetta di contrastare l’attuale carenza di medici”.

 

A fine 2021 la situazione però non sembra quella descritta: non solo le sedi rimangono quelle decise dalla giunta precedente, ma, spiega a Il Dolomiti la Cisl medici, verranno anche ridotte secondo la proposta della dottoressa Simona Sforzin, direttrice Area cure primarie, Unità operativa cure primarie - Valle dell’Adige, Valle dei laghi e Vallagarina e quindi dell’Apss. Cisl, il sindacato di maggioranza dei medici di base del Trentino, contesta la scelta organizzativa e sanitaria di voler diminuire, o meglio accorpare, alcune sedi delle guardie mediche sul territorio Trentino a partire dal mese di novembre.

 

''Secondo quanto appreso - comunica la Cisl medici - in queste settimane Apss ha cercato di convincere singolarmente le guardie mediche a rinunciare alla sede di Ala per spostarsi a lavorare presso la sede di Mori, a cui avrebbe assegnato tutto il territorio delle due sedi. Poiché si sono rifiutati in toto, li costringe oggi, sempre illegittimamente, a lavorare nella sede di Ala, allargando in modo improprio il territorio da coprire e cioè fino a Brentonico; mentre ai medici di guardia che da Rovereto vanno in Vallarsa è d’ufficio assegnata la sede di Mori. Tale soppressione - prosegue Paoli nel suo comunicato - è la soluzione ultima adottata dal Direttore delle Cure primarie per la gestione di tale zona, nel solco della scelta prossima di chiudere tutte le sedi della Vallagarina perché, a suo dire 'gli utenti hanno le macchine e possono spostarsi e il servizio va ottimizzato e centralizzato', parole dette ad otto medici di guardia in una supposta assemblea decisa unilateralmente due giorni fa, sbeffeggiando i comitati della medicina generale istituzionalmente preposti alle discussioni''.

 

Ma Paoli chiarisce che sul tavolo ci sarebbe ''non solo la sede di Mori ma anche quella di Taio. Egualmente in tale valle di Non si sono avvisate le guardie mediche, senza sentire i Sindacati, che da Mezzolombardo, oltre che Andalo e Molveno dovranno occuparsi anche di tutta la valle di Non fino a Cles''.

 

Uno scontro che si sta portando avanti ormai da anni, quello tra Cisl e la Provincia. Nel 2019 Fugatti aveva già parlato di potenziare il servizio di continuità assistenziale, le ex guardie mediche appunto, un cavallo di battaglia della nuova giunta che era stato definito “illegittimo e solo propagandistico” dallo stesso sindacato. La decisione della giunta era infatti quella di aumentare il numero dei medici, che dovevano passare da 108 a 124 con il conseguente abbassamento del rapporto medico-popolazione da 1 a 5 mila residenti a 1 ogni 4.350, e soprattutto si prevedeva la riapertura delle sedi di Ledro e Pieve Tesino soppresse dalla giunta precedente nel 2015 (Qui articolo).

 

Cisl medici del Trentino negli scorsi giorni aveva pensato allo sciopero e intendeva avviare la procedura di agitazione sindacale della categoria delle proprie guardie mediche, dicendosi pronta a sostenere qualsiasi guardia medica di fronte al Giudice del Lavoro per farsi ridare la sede originale prevista nel suo attuale contratto firmato, che non prevede libere modifiche del rapporto numerico medici-pazienti e modifiche di ambiti, neppure se deliberati dalla Provincia e che rendono inefficaci le misure assicurative a tutela del loro lavoro. Dopo l'incontro di giovedì tutto è ''congelato''. 

 

''È presente una cronica carenza di medici per coprire i servizi di continuità assistenziale sul territorio, carenza che è nazionale oltre che locale - comunica l'Azienda sanitaria -. Apss e le organizzazioni sindacali hanno concordato di percorrere ulteriori soluzioni organizzative per cercare di risolvere le criticità con varie iniziative per attrarre professionisti per coprire le sedi di guardia medica. A testimonianza della volontà di continuare la ricerca di professionisti gli uffici aziendali sono impegnati nelle chiamate per coprire le sedi di continuità assistenziale oltre a contatti con vari Ordini dei medici per raccogliere segnalazioni di disponibilità anche tra i neolaureati''.

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