Il mondo parallelo dei no vax in Trentino, dalle offerte di lavoro ai passaggi in macchina, dalle 'scuole clandestine' alle info per organizzare il capodanno
Decine di canali su Telegram e altri social con centinaia di messaggi ogni giorno. E' il mondo parallelo che i no vax e i no green pass si stanno costruendo per cercare di sfuggire alle maglie delle norme anticovid. Un sistema che sta crescendo giorno dopo giorno anche in Trentino

TRENTO. Dalle offerte di lavoro, allo scambio prodotti, dalle soluzioni per chi non può più usare i trasporti pubblici all'aiuto in famiglia. Centinaia e centinaia di messaggi che ogni giorno vengono spediti e inoltrati nelle chat di Telegram e non solo.
E' il mondo parallelo che i no vax e i no green pass si sono costruiti in questi mesi. Un mondo fatto di persone perlopiù nascoste dietro uno pseudonimo che cercano di sfuggire alle norme anti-covid in vigore nel nostro Paese.
C'è chi trova la possibilità di svolgere un lavoro da casa, chi invece da insegnante si offre per fare la babysitter e chi da meccanico si trasforma in venditore di olio. Il mondo virtuale non ha confini. Per alcuni sembra essere diventato l'unico spazio dove poter trovare la propria libertà.
“Ma qualcuno ha la lista dei posti dove non chiedono il Green Pass?” viene chiesto nei gruppi dove in pochi secondi gli viene fornito il link. Un click e davanti ci si trova una mappa dell'Italia aggiornata con gli esercenti che non chiedono il green pass. Sono locali, studi medici, palestre, bar e ristoranti che rifiutano la certificazione verde. “Su questa mappa sono presenti solo esercenti verificati ma è sempre bene telefonare preventivamente” spiegano gli amministratori del canale Telegram. Ogni regione ha le sue “bandierine”, ce ne sono a Trento, a Pergine, a Borgo Valsugana fino ad arrivare a Riva del Garda.

Questa è la mappa che sta girando proprio in queste settimane in vista di Capodanno. “Ciao a tutti, sono di Milano ma a Capodanno sarò in Trentino, vicino a Trento e vorrei sapere se qualcuno può indicarmi qualche ristorante che non chiede il green pass” viene chiesto in uno gruppi trentini nati negli ultimi mesi contro le norme anti-covid. “Nel caso non doveste conoscerne – continua il messaggio – sapete indicarmi il nome di qualche gruppo dove posso informarmi?”. Le risposte non mancano e appena dopo un quarto d'ora iniziano le prime indicazioni sui locali che, secondo il gergo usato dagli utenti “sono sicuri” in Trentino.
C'è poi chi per le vacanze di Natale dalle altre regioni si sta organizzato per un viaggio in Trentino con la roulotte. In alcuni campeggi, viene spiega, controllo la certificazione. “Nelle vacanze natalizie – spiega l'utente – vorrei venire in Trentino con la mia roulotte, conoscete qualche campeggio che non chiede il green pass?”. I messaggi continuano uno dopo l'altro, gli utenti scambiano informazioni, cercano soluzioni e si arrabattano come possono. Tutto sui canali social dove il mondo parallelo dei no vax e no green pass è ormai nato e sta crescendo ad una velocità poderosa.
Telegram non è l'unico social utilizzato ovviamente. Ci si scambiano informazioni e aiuti anche su Facebook oppure tramite i gruppi di WhatsApp. All'interno del mondo della scuola i no vax sono molto organizzati. Da qui arrivano i progetti di “scuole clandestine” (QUI L'ARTICOLO) messe in campo negli scorsi mesi in Alto Adige. Si materializzano in mezzo ai campi, in alcuni casi nei boschi. Spesso sono grandi tendoni dove all'interno i bambini imparano tutto sulla montagna e sugli alberi. Nessuna mascherina, nessun tampone, nessuna regola rispettata. E' un'altra faccia del mondo parallelo che questi gruppi si stanno costruendo. Verifiche su alcune realtà sono state avviate in queste settimane anche in alcune valli del Trentino e si attendono i risultati.
In passato avevamo dato la notizia della nascita del gruppo “Liberi di Lavorare” su Telegram (QUI L'ARTICOLO). Uno spazio dove no vax e no green pass possono pubblicare i loro annunci di ricerca lavoro e cercare anche qualche offerta. Dal gruppo nazionale sono nati in questi mesi le diramazioni regionali. Per il Trentino c'è “L.D.L Trentino Alto Adige” dove quotidianamente vengono pubblicati gli annunci più disparati.
Sui social ci si organizza, si aiutano gli altri utenti e questo si vede soprattutto per chi sta cercando un lavoro. Ci sono infermieri ma anche insegnanti sospesi che sono alla ricerca di un’altra occupazione e non solo. “Sono un educatore sociale e formatore con 20 anni di esperienza nel lavoro educativo e formativo con ragazzi e giovani. Mi offro per lezioni di sostegno e recupero a studenti delle scuole superiori e dell'Università” uno dei tantissimi annunci. “Sono stata sospesa dal mio lavoro di Oss – viene scritto in un altro messaggio – ma sono anche un'operatrice Shiatsu e mi sto formando come consulente di Metamedicina. Offro consulenza e trattamento”. Ci sono insegnanti di infanzia disoccupate che si offrono come baby sitter oppure aiuto pulizie. Tra i messaggi anche quelli di un fantomatico manager di un hotel che posta su Telegram questo messaggio: “Cerco: Segreteria di hotel e/o capo ricevimento. Il gp serve solo se arrivano i controlli”. I messaggi nel gruppo arrivano a decine ogni giorno.
Con l'obbligo di green pass per i trasporti pubblici il mondo parallelo non ha perso tempo. C'è chi cerca di organizzarsi offrendo passaggi e chi, invece, li cerca. Sono nati addirittura canali dedicati. “Persona disponibile a Mezzocorona, automunita. Ci contattiamo?” viene scritto da un utente a chi cerca un passaggio. “Do una mano volentieri a Rovereto e dintorni” scrive un altro utente.
Oltre al canale Telegram è stato realizzato anche un sito per gli annunci. A pagamento ovviamente. “Questo sito ha un costo di 10 euro all'anno ma a differenza di Telegram , che non sappiamo per quanto potrà rimanere attivo, sul sito potete inserire le inserzioni addirittura per provincia e non vi è limite”. Sul sito, viene spiegato, ci possono postare inserzioni di libero scambio, baratto di beni o servizi.
La galassia dei canali no vax o no green pass cresce di settimana in settimana. Un mondo parallelo sul quale c'è la massima attenzione da parte delle forze dell'ordine. Accanto a questi canali citati, infatti, vi sono poi quelli che promuovono la vendita di green pass o certificati di vaccinazione Covid 19. In molti casi bloccati e chiusi già dalle indagini portate avanti dalla Polizia postale e in pochissimo tempo, purtroppo, rimpiazzati da altri gruppi.



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