Il nuovo polo natatorio non piace, le società di nuoto scrivono al sindaco Ianeselli: ''Senza vasca di riscaldamento compromesse diverse attività''
Il presidente del Comitato Provinciale di Trento della Federazione Italiana Nuoto, Cristian Sala, e i presidenti delle società sportive di Trento Rari Nantes Trento, Buonconsiglio Nuoto, Nuotatori Trentini e Team Nuoto Trento hanno inviato una lettera aperta al sindaco Franco Ianeselli e all'assessore allo Sport Salvatore Panetta, ribadendo la posizione della Federazione e delle società in attesa che il Consiglio Comunale valuti il progetto relativo al nuovo polo natatorio del capoluogo

TRENTO. E' arrivato il momento di risolvere “in via definitiva la problematica riguardante gli spazi per la disciplina dei tuffi”, una questione che il nuovo polo natatorio non sembra aiutare. E' un giudizio negativo quello messo nero su bianco dal presidente Comitato Provinciale di Trento della Federazione Italiana Nuoto, Cristian Sala, e i presidenti delle società sportive di Trento (Luca Moser - Rari Nantes Trento; Alessandro Leonardi - Buonconsiglio Nuoto; Nerio Danieli - Nuotatori Trentini; Alessandro Pontalti - Team Nuoto Trento) in una lettera aperta consegnata al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, e all'assessore allo Sport del Comune di Trento, Salvatore Panetta, ribadendo la posizione della Federazione e delle società in attesa che il Consiglio Comunale valuti il progetto relativo al nuovo polo.
“La proposta discussa fino a qualche settimana fa prevedeva la realizzazione di uno spazio che dava soddisfazione alle varie esigenze, partendo dalla predisposizione di una serie di trampolini da 1 metro e 3 metri fino alla realizzazione di una piattaforma a diverse altezze compresa quella da 10 metri e relativa vasca con profondità idonea all’uopo. Il venir meno di tale prospettiva – viene spiegato nella lettera - considerata l’attuale disponibilità di strutture obsolete e inadeguate e di spazi assolutamente insufficienti non permette il pieno sviluppo di un movimento che ha portato Trento ed il Trentino, grazie ai suoi atleti, ad essere conosciuto nel Mondo”.

Con la lettera il Comitato Provinciale della Federazione italiana Nuoto, in rappresentanza del mondo delle discipline acquatiche trentine, e le società sportive con sede nel capoluogo, intendono ribadire con forza e convinzione le richieste già più volte illustrate. “Trento ed il Trentino, come gran parte degli altri Comitati Regionali (esclusi i soli Comitati dell’Alto Adige, della Basilicata e del Molise) – viene spiegato - deve poter contare su una vasca olimpionica da 50 metri e su una vasca di profondità variabile per attività didattiche e per il riscaldamento/defaticamento (di dimensioni anche ridotte rispetto alla prevista vasca da 25 metri per 16,5 metri) e con pontone mobile”.
La decisione di non realizzare la vasca didattica e di riscaldamento/defaticamento, spiega la Federazione, permetterebbe di soddisfare solo ed esclusivamente la parte legata all’allenamento, compromettendo le altre prospettive, fondamentali per il pieno sviluppo del movimento e per una importante ricaduta anche economica sul territorio. Andrebbe poi a precludere tutte quelle attività di avviamento al nuoto e legate al benessere che necessitano di uno spazio didattico con profondità variabile.
La richiesta che arriva, quindi, è quella di individuare “nei tempi più rapidi possibili” la soluzione progettuale definitiva, senza ulteriori rinvii o perdite di tempo ed oltre a questo, nel definirla, “si facciano scelte lungimiranti e di prospettiva, non trovandoci, magari fra qualche tempo, a dover rincorrere soluzioni di ripiego” . La Federazione, inoltre, offre piena disponibilità a sedersi fin da subito ad un tavolo per lavorare assieme.
Qui la lettera completa














