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| 04 dic 2021 | 09:35

Riforma della Sanità, gli Ordini: ''Negli ultimi mesi mai interpellati dalla Provincia, manca lungimiranza per un progetto globale ed innovativo''

Gli ordini delle professioni sanitarie hanno scritto una lettera all'assessora Stefania Segnana e al presidente Maurizio Fugatti sottolineando il mancato loro coinvolgimento nel percorso di riforma sanitaria in Trentino. “Auspichiamo uno sforzo da parte dell’Assessorato e della Provincia di avviare un percorso virtuoso di democrazia partecipata"

Riforma della Sanità, gli Ordini: Negli ultimi mesi mai interpellati dalla Provincia

TRENTO. “Piuttosto che avanzare nuove proposte, visto quello che è accaduto, ci si ostina a mantenere un approccio tradizionale al concetto di salute senza quella lungimiranza e coraggio che un progetto globale ed innovativo di sanità richiede”. E' una lettere di circa tre pagina quella che gli Ordini delle professioni sanitarie hanno deciso di inviare all'assessora alla Salute, Stefania Segnana e al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti

 

Una lettera che fa seguito agli incontri avvenuti negli scorsi mesi durante i quali gli Ordini avevano presentato le proprie proposte e offerto la propria collaborazione per portare avanti l'importante strada della riforma del comparto sanità in Trentino e quindi anche della riorganizzazione dell'Azienda sanitaria. Idee, proposte e impegno offerta che però ad oggi sembrano essere caduti nel vuoto. 

 

“In sede di Consiglio Sanitario Provinciale del 23 agosto 2021 era stato  promesso che le proposte formulate dagli Ordini delle Professori Sanitarie sarebbero state recepite nel nuovo Regolamento dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, ma soprattutto che ci sarebbe stato un coinvolgimento costante da parte della Provincia in merito alle scelte sulla nuova riforma del Servizio Sanitario Provinciale, la quale impatterà sulla salute dei cittadini per i prossimi anni. Prendiamo atto che ad oggi, a distanza di tre mesi, non siamo mai stati interpellati” scrivono gli Ordini degli Infermieri, dei Medici, dei Farmacisti, di Ostetrica, dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione, degli Psicologi, dei Veterinari, dei Chimici e Fisici e degli Assistenti sociali. 

 

Per gli Ordini professionali, il progetto di un rinnovamento della sanità nel Trentino dovrebbe essere il più condiviso possibile sia dagli operatori che dai cittadini, specialmente in una situazione, come quella attuale, preoccupante per demotivazione diffusa di tutto il personale e per la grave carenza numerica in alcuni settori. Da qui l'affermazione che “La proposta di riorganizzazione non può limitarsi ad essere generica e frammentata”. 

 

Sono diverse le proposte che vengono messe in campo ancora una volta dai professionisti del mondo della Sanità. Viene chiesto di superare la vecchia visione di sanità ospedaliera e territoriale basando la riforma del sistema sanitario provinciale in logica One Health e portando una soluzione complessiva che metta in rete coordinata i professionisti e le risorse disponibili sul territorio provinciale. Occorre potenziare l’assistenza territoriale come previsto dal Pnrr, che deve diventare il fulcro della risposta ai bisogni socio – sanitari dei cittadini. Vi è la necessità di responsabilizzare il professionista sanitario e sociale valorizzandone le competenze e di introdurre con urgenza nella rinnovata gestione del personale un sistema incentivante legato alle effettive capacità del professionista e basato sul merito. 

 

Gli Ordini ribadiscono la loro volontà di partecipare al processo decisionale in atto sul tema della salute in particolare offrendo il proprio contributo alla costruzione di una politica comune delle professioni della salute, nella fondamentale logica di una effettiva tutela degli interessi generali e collettivi. 

 

Auspichiamo – concludono - uno sforzo da parte dell’Assessorato e della Provincia di avviare un percorso virtuoso di democrazia partecipata che non può esimersi dall’attività di consultazione dei soggetti coinvolti e destinatari della politica pubblica, né può essere legata solo alla contingenza del periodo, ma diventare prassi all’interno delle politiche provinciali che si occupano della salute”.

 

QUI LA LETTERA COMPLETA

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