''Il virus circola così fortemente che è inevitabile entrare in contatto con esso. Ma possiamo reagire: vaccinando, vaccinando, vaccinando''
Preoccupato l'assessore della Provincia di Bolzano Widmann rispetto all'andamento della pandemia in Alto Adige. In Austria da lunedì scatta il lockdown e poi verrà introdotto l'obbligo vaccinale. L'Azienda sanitaria spiega che ''uno sguardo ai paesi limitrofi mostra chiaramente che c'è una correlazione tra il tasso di copertura vaccinale e i numeri delle infezioni'' e da ieri la vaccinazione booster viene fatta a chiunque la richieda purché siano passati 6 mesi dalla seconda dose

BOLZANO. ''Il virus ora circola così fortemente che è quasi inevitabile entrare prima o poi in contatto con esso - ma la vaccinazione previene i decorsi gravi. Pertanto, la nostra attenzione rimane sulle prime dosi di vaccino, ma anche sulle vaccinazioni di richiamo. La situazione pandemica è molto preoccupante e continuerà a peggiorare. Quello che sta accadendo in Austria, a pochi chilometri da noi, dove un lockdown nazionale non può più essere evitato, deve essere un incentivo: possiamo ancora reagire vaccinando, vaccinando, vaccinando''. E' molto preoccupato l'assessore alla salute della Provincia di Bolzano Thomas Widmann visto l'andamento della curva pandemica in Alto Adige: un'incidenza a 7 giorni di 400 casi ogni 100.000 abitanti, 76 persone ospedalizzate (il tetto per entrare in zona gialla è fissato a 75) e 8 persone in terapia intensiva (è 10 il limite per superare il 10% per la zona gialla).
Il tutto mentre l'Austria annuncia il lockdown e che la vaccinazione diventerà obbligatoria per legge. Sulla questione il presidente Kompatscher, che ha partecipato alla Conferenza dei presidenti dei Länder austriaci per riferire sulla situazione in Alto Adige, commenta: "Lo sviluppo della situazione pandemica in Austria è un campanello d'allarme per l'Alto Adige. Alla luce di quanto avviene in Austria dobbiamo essere tutti ancora più cauti da subito ed adeguare il nostro comportamento alle regole di precauzione". L'opera di persuasione svolta a Roma starebbe dando i suoi frutti ed è imminente la decisione necessaria per una regolamentazione più severa del green pass. "Le regole migliori servono solo se vengono rispettate. Tutti devono sentirsi coinvolti, altrimenti anche in Alto Adige dovranno essere adottate misure drastiche", ha affermato con preoccupazione il presidente della Provincia.
L'Azienda sanitaria di Bolzano spiega poi che ''uno sguardo ai paesi limitrofi mostra chiaramente che c'è una correlazione tra il tasso di copertura vaccinale e i numeri delle infezioni. Dove il tasso di vaccinazione è ancora basso, le cifre dell'infezione sono attualmente alle stelle. In Alto Adige, al 14 novembre, il tasso di vaccinazione tra gli over 60 era esattamente dell'88,5%; l'11,5% delle persone appartenenti alle fasce d’età più avanzata non è quindi ancora vaccinato. Tra i gruppi di età inferiore ai 60 anni, il 77,4% è stato nel frattempo vaccinato, mentre il 22,6% non è ancora vaccinato. Si tratta di cifre troppo alte, soprattutto ora, quando la situazione delle infezioni in Alto Adige sta peggiorando drammaticamente ed è importante colmare rapidamente queste lacune''.
Il Direttore generale dell'Azienda sanitaria Florian Zerzer in merito alla vaccinazione di richiamo, aggiunge: "A partire dalla giornata di ieri la vaccinazione di richiamo viene offerta a tutta la popolazione e a tutte le fasce d'età, a condizione che siano passati almeno 6 mesi dall'ultima vaccinazione. Il numero delle prenotazioni ha evidenziato un grande interesse e questo dimostra che la nostra offerta è stata accolta bene. Esorto tutti e tutte a vaccinarsi il prima possibile. Gli studi scientifici hanno dimostrato che un richiamo contribuisce significativamente a rafforzare la protezione vaccinale.”
Un’arma molto importante nella lotta al Covid è la somministrazione delle vaccinazioni di richiamo o booster. Da ieri, giovedì 18 novembre, le prenotazioni per la vaccinazione di richiamo sono aperte alle persone di tutte le età che hanno completato la loro immunizzazione di base almeno 6 mesi fa. Questo riguarda attualmente un totale di 93.469 persone. Già il primo giorno di apertura delle prenotazioni per le dosi di richiamo sono stati fissati 4.833 appuntamenti. È possibile prenotare un appuntamento per eseguire il booster anche se non sono ancora trascorsi 6 mesi dall’ultima dose e selezionare un appuntamento per eseguire la vaccinazione alla scadenza prevista. È possibile eseguire una vaccinazione di richiamo anche nelle giornate ad accesso libero, vale a dire senza prenotazione.






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