Contenuto sponsorizzato
| 10 nov 2021 | 16:13

''Trovato un positivo che aveva avuto quasi 100 contatti in 48 ore''. Senza le chiusure tutti hanno vite sociali attive: ecco perché le attenzioni devono essere molto più alte

L'appello dell'Ulss1 Dolomiti alla collettività parte dal vaccinarsi al mantenere un livello di attenzione e responsabilità molto alto. L'Alto Adige rappresenta l'esempio negativo: con il basso livello di vaccinazioni e l'alto livello di contagio ora rischia nuove chiusure. Aderire alla campagna vaccinale è il primo passo ma non basta

Trovato un positivo che aveva avuto quasi 100 contatti in 48 ore''
di Redazione

BELLUNO. ''Ieri una persona risultata positiva ha avuto nelle 48 ore precedenti quasi 100 contatti: sono 100 persone che vanno gestite e monitorate derivanti da un solo caso. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i cittadini sia per difendere sé stessi dal virus, sia per proteggere la comunità''. La direttrice generale dell'Ulss1 Dolomiti Maria Grazia Carraro spiega così la situazione attuale che rischia di peggiorare nelle prossime settimane se non saranno i cittadini in prima persona a cercare di ridurre la circolazione del virus con dei comportamenti responsabili e consapevoli.

 

Il rischio, altrimenti, è che il sistema sanitario torni sotto stress, anche per inseguire il necessario tracciamento dei casi positivi, e che in prospettiva si debba ricorrere a nuove chiusure con gravi ripercussioni dal punto di vista economico e sociale. In questo senso la prima ''arma'' a disposizione della collettività sono i vaccini che hanno un'efficacia altissima sia per evitare il contagio che per evitare le ospedalizzazioni e i decessi. I dati sono i seguenti, schematizzati dall'Azienda sanitaria di Bolzano con una slide molto efficace. E proprio l'Alto Adige rappresenta l'esempio di un territorio poco virtuoso, il peggiore dal punto di vista delle vaccinazioni in Italia, che si ritrova a contare oltre 300 positivi in un giorno e quasi 70 ricoveri, contro i 18 del vicino Trentino. 

 

 


 

E se proprio per questo la Provincia di Bolzano ora teme nuove chiusure e se la vaccinazione anti covid rappresenta la prima linea di intervento per il contenimento della ripresa epidemica covid, è indispensabile, anche per i soggetti vaccinati il rigoroso rispetto delle norme igienico sanitarie anti contagio: evitare assembramenti indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi, lavarsi frequentemente le mani, arieggiare costantemente i locali pubblici e privati.

 

Queste semplici ma fondamentali norme di comportamento sono efficaci non solo contro il covid ma anche contro tutte le malattie a trasmissione respiratoria, virali e batteriche, che trovano nella permanenza in locali chiusi e nella stretta vicinanza tra persone i principali determinanti nella diffusioni.

 

''La curva epidemica covid - osserva Maria Grazia Carraro - sta registrando negli ultimi giorni numeri significativi. La nostra ulss sta mettendo in campo risorse ed energie per contrastare la ripresa pandemica: campagna vaccinale intensa, contact tracing rigoroso, diagnostica microbiologica di massima attenzione. Ieri, ad esempio, sono stati refertati 1365 tamponi molecolari ed effettuati solo nei drive in dell’ulss Dolomiti 665 antigenici. Le nuove positività, infatti, hanno un gran numero di contatti derivanti da una vita sociale attiva. Ieri, ad esempio, una persona risultata positiva ha avuto nelle 48 ore precedenti quasi 100 contatti: sono 100 persone che vanno gestite e monitorate derivanti da un solo caso. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i cittadini sia per difendere se stessi dal virus, sia per proteggere la comunità. Questo aiuto consiste nell’aderire alla campagna vaccinale, nel seguire le indispensabili disposizione di isolamento e quarantena e nel mettere in campo i comportamenti anti covid ormai da tutti conosciuti. Il freddo è arrivato. Come previsto i contagi sono saliti. Ci aspetta un periodo importante anche per l’economia del nostro territorio: non disperdiamo i sacrifici di questi mesi''.

 

Proprio in questi giorni sono emerse 3 nuove positività Covid a carico di alunni della scuola di San Pietro di Cadore, attualmente chiusa a seguito di ordinanza. In considerazione di queste ulteriori positività e dell'incidenza settimanale di casi covid nel territorio, la chiusura del plesso scolastico di San Pietro di Cadore Presenaio, è stata prorogata fino al 16 novembre.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 06 agosto | 06:00
“La determinazione personale è una qualità. Ma ai cittadini non serve sapere quanto il direttore sia disposto a resistere: serve sapere cosa [...]
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato