Iniziati nel 2007 i lavori per la galleria del Brennero non finiranno prima del 2032: fra ritardi e inchieste la luce in fondo al tunnel è ancora lontana
L’annuncio del nuovo ritardo è arrivato dalla Bbt Se, la società che coordina la realizzazione della galleria di base del Brennero. L’affondo dei Verdi: “L’opera doveva essere finita nel 2015. Ora, all’allungamento dei tempi seguirà l’aumento dei costi, anche se su questo Azienda e Giunta provinciale ancora non si pronunciano”

BOLZANO. Fra ritardi, costi lievitati e inchieste sembra allontanarsi sempre di più la proverbiale “luce in fondo al tunnel” per il collegamento ferroviario del Brennero fra Italia e Austria. La grande opera del tunnel del Brennero che prometteva di rivoluzionare il sistema di trasporto su rotaia fra Nord e Sud Europa ha subito un nuovo ritardo nella consegna dei lavori. A comunicarlo Bbt Se, la società per azioni europea che coordina la realizzazione della Galleria di base del Brennero.
Se i lavori sono iniziati fra il 2007 e il 2008 sulla consegna dell’opera regna l’incertezza. Come hanno scoperto i consiglieri del Verdi-Grüne dell’Alto Adige, Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa e Hanspeter Staffler, nemmeno i vertici della Provincia di Bolzano sanno con sicurezza quando termineranno i cantieri. “Per ora Bbt Se non ha ancora reso pubblico quando la Galleria di base del Brennero entrerà in esercizio. Tuttavia, si può confermare che la messa in esercizio prevista dal precedente programma lavori, del 2019, è superata”, questa la risposta del presidente Arno Kompatscher (che a sua volta cita i responsabili e i rappresentanti del Consiglio di sorveglianza dell’azienda) all’interrogazione presentata dai consiglieri provinciali.
Nel corso degli anni i lavori hanno subito innumerevoli ritardi, “per un’opera – ricordano i Verdi – che inizialmente doveva essere finita nel 2015. La causa dell’ennesimo rinvio sta in Austria – proseguono – dove andrà rifatta da capo la gara per il lotto Pfons-Brennero, dopo che il contratto con la precedente impresa è stato disdetto. La nuova aggiudicazione arriverà non prima dell’autunno 2021. All’allungamento dei tempi seguirà l’aumento dei costi, anche se su questo Bbt Se e Giunta provinciale ancora non si pronunciano”.
Sembra incredibile ma dalle prime previsioni sull’entrata in esercizio dell’opera la fine lavori è stata posticipata di oltre 10 anni. Ormai sembra passato un secolo da quando, dopo gli iniziali ritardi, si stimava che il primo treno potesse transitare dal tunnel del Brennero nel 2028. Pochi giorni fa infatti è arrivata una nuova doccia fredda perché a quanto pare i lavori per il completamento della galleria di base del Brennero termineranno solo nel 2031, di conseguenza l’entrata in esercizio della grande opera slitterà almeno al 2032.
Ciò che desta preoccupazione è che dalla risposta che i vertici della Bbt Se hanno dato alla Provincia di Bolzano non sembra che i problemi siano legati esclusivamente a cavilli burocratici visto che si parla apertamente di “revisione del progetto”, “nuova progettazione” e “lavorazioni aggiuntive non previste”. Insomma, ostacoli non facili da superare e che lasciano presagire anche un aumento dei costi per quello che potrebbe diventare il tunnel ferroviario sotterraneo più lungo al mondo ma anche il più costoso di sempre.
Ad ogni modo, dopo aver appreso la notizia dell’ennesimo ritardo il presidente della Provincia di Bolzano, Kompatscher, e il capitano del Tirolo, Günther Platter, hanno sollevato delle critiche. “Insieme al presidente Platter negli ultimi mesi abbiamo condotto colloqui con entrambe le presidenze del Bbt, chiedendo soluzioni e ottimizzazioni per concludere al più presto i lavori e far entrare l’opera in funzione. Il progetto europeo infrastrutturale di maggiore rilievo non può restare bloccato per difficoltà burocratiche, tecniche o per interessi nazionali”, ha detto Kompatscher.
Dello stesso avviso anche l’omologo austriaco Platter: “La popolazione lungo il corridoio del Brennero ripone grande fiducia nel Bbt per vedere la qualità della propria vita migliorare sensibilmente. Al contempo il corridoio del Brennero necessita di una infrastruttura ferroviaria concorrenziale, per trasportare le merci in modo pulito, sostenibile e efficiente. Ogni mese perso è un mese di inquinamento in più per le popolazioni del Tirolo e dell'Alto Adige”.
Entrambi i presidenti hanno rimarcato il proprio impegno nei confronti della Bbt Se e delle società proprietarie Rfi e Öbb, così come i responsabili politici nei ministeri e nella Commissione Europea, per intensificare il dialogo a livello politico e tecnico fra Unione europea, Italia e Austria per scogliere in modo efficiente gli interrogativi ancora aperti legati ad aspetti sia tecnici che legali. “Poiché una parte dei ritardi è da addebitare secondo la società Bbt a questioni legate alla compatibilità transfrontaliera, ci attendiamo che i diversi tratti del corridoio del Brennero possano essere gestiti grazie a un sistema unitario e che nessuna questione nazionale possa in futuro ritardare ulteriormente i lavori. La priorità va assolutamente al potenziale del Bbt per il trasporto dei beni e delle persone su rotaia. Pensare in modo nazionale in questo contesto non è assolutamente sensato”, hanno concluso i due presidenti.














