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Blitz della finanza per il tunnel del Brennero: aperta un’inchiesta con 8 indagati. Degasperi: “Se interviene la procura significa che la politica ha fallito”

Le fiamme gialle indagano sui ritardi e i costi lievitati del tunnel del Brennero. Il consigliere Degasperi attacca il presidente della Pat: “Fugatti ha dimostrato di non avere consapevolezza di ciò che sta succedendo, avrebbero potuto svolgere delle verifiche che però non sono state fatte e così è dovuta intervenire la procura”

Di Tiziano Grottolo - 06 giugno 2020 - 18:19

BRENNERO. Il consigliere provinciale di Onda Civica, Filippo Degasperi, era stato tra i primi a puntare il dito contro i ritardi e i costi enormemente lievitati per quanto riguarda i lavori del tunnel del Brennero, e forse è anche da queste iniziative politiche che hanno preso il via le indagini condotte dalla guardia di finanza che nei giorni scorsi ha eseguito delle perquisizioni negli uffici dei vari attori coinvolti. Lo scorso 26 maggio infatti, le fiamme gialle si sono presentate negli uffici della Provincia di Bolzano, di Autobrennero Spa, delle società Brenner Basistunnel Bbt Se, ed E.Ma.Pri.Ce. S.p.a. di Bolzano (con sedi anche in Austria e Veneto), ma anche nello studio di Konrad Bergmeister (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano nonché ex amministratore di nomina austriaca della società Bbt Se), per acquisire documenti relativi alla costruzione del tunnel del Brennero.

 

È proprio sulla figura di Bergmeister, finito sul registro degli indagati assieme ad altre sette persone, che si stanno concentrando le indagini della finanza che sta seguendo varie piste: dalla turbata libertà degli incanti, alla truffa, passando per peculato, falsità materiale e rivelazione del segreto d’ufficio. All’ex amministratore della società Bbt Se, la stessa che sta realizzando la grande opera, viene contestato il doppio incarico (detenuto fino a poco tempo fa) di amministratore e progettista: nel mirino degli inquirenti ci sono i rapporti con la società di costruzioni Emaprice (di proprietà della famiglia Daniele) che avrebbe affidato alcuni incarichi allo studio di Bergmeister. Se confermato si tratterebbe di un pessimo esempio di “economia circolare”.

 

Nel frattempo Autostrada del Brennero ci tiene a precisare di non avere mai avuto in passato, né di avere attualmente, alcun rapporto con la società Emaprice Spa: “L’acquisizione di documentazione di Autostrada del Brennero da parte delle autorità inquirenti è relativa ad altri fatti che riguardano un ex Direttore (Konrad Bergmeister ndr) il cui rapporto con la Società è cessato nel 2007”. Autostrada del Brennero ha comunicato di aver avviato un audit sull’attività pregressa di tale ex dipendente. “Essendone emerse delle anomalie – precisa la nota – la Società ha trasmesso alla Procura della Repubblica di Trento le risultanze di tale analisi. Qualora suddette anomalie, relative a fatti accaduti prima del 2007, dovessero risultare giuridicamente rilevanti, vedrebbero la Società nella posizione di parte lesa”.

 

“Il problema – fa notare Degasperi, che sulla vicenda ha depositato due interrogazioni – è che è mancato il controllo politico, se a distanza di un anno dalle mie segnalazioni è dovuta intervenire la procura significa che la politica ha fallito”. Effettivamente quando le opere rivestono una tale importanza strategica per il territorio, oltre a movimentare ingenti somme di denaro, ci si aspetterebbe una maggior attenzione. “Fugatti ha dimostrato di non avere consapevolezza di ciò che sta succedendo – l’affondo del consigliere di Onda Civica – nonostante lo avessi messi sull’attenti non si è preso la briga di verificare, anzi ha detto che per lui andava tutto bene. Eppure con i cantieri in ritardo di 3 anni qualche sospetto dovrebbe sorgere, la Pat avrebbe potuto svolgere delle verifiche che però non sono state fatte e così è dovuta intervenire la procura”.

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