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| 25 ago 2021 | 18:36

Intrappolato in una forra, impossibile salvare il povero cervo ed è polemica (VIDEO e FOTO): le autorità hanno deciso l'abbattimento

La vicenda sta facendo discutere. Il fatto è avvenuto al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Il povero cervo  in difficoltà all’interno della Val Soffia era stato segnalato a metà agosto e sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali, i vigili del fuoco di Belluno, gli agenti del corpo di polizia provinciale e un veterinario dell’Ulss 1 Dolomiti Feltre. Vista la situazione sanitaria dell'animale e l’impossibilità di recuperarlo in condizioni di sicurezza si è deciso per l'abbattimento

Intrappolato in una forra, impossibile salvare il povero cervo ed è polemica (VIDEO e FOTO)

BELLUNO. Intrappolato per giorni in una forra, ferito e in un punto difficile da raggiungere. Una situazione talmente grave che ha portato le autorità competenti a deciderne l'abbattimento. E' il triste destino a cui è andato incontro un povero cervo.

La vicenda, sulla quale si è innescata una polemica, è avvenuta in una forra della Soffia al lago del Mis, nell'area protetta del Parco delle Dolomiti. Due le posizioni che sono state fornite in merito a quello che è successo. 

 

Quella pubblicata su Facebook dal consigliere comunale Fabio Bristot che ha rilanciato la denuncia fatta da alcuni turisti. “C’è un cervo bloccato in una forra da giorni (Soffia - Mis - Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi), viene data la disponibilità al recupero da parte di alcuni forristi (anche di nazionalità straniera) - scrive - con supporto veterinario e concorso di altri enti. Nessuna risposta. Il cervo muore di stenti dopo molti giorni. Alla faccia della biodiversità. Certo selezione naturale qualche sapiente sarà postato a dire, ma quante volte ci siamo mossi per dare una mano agli animali? Perché non è stato possibile farlo anche oggi?”. 


Di diverso tenore, invece, la ricostruzione fatta da parte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. L’Ente, viene chiarito, ha ricevuto da un privato la segnalazione, tramite e-mail, della presenza di un cervo in difficoltà all’interno della Val Soffia. La segnalazione è stata immediatamente girata dall’Ente al Reparto Carabinieri Parco, che svolge istituzionalmente le attività di sorveglianza all’interno dell’area protetta.

 


In data 16 agosto sono intervenuti sul posto, assieme ai carabinieri forestali, i vigili del fuoco di Belluno, gli agenti del corpo di polizia provinciale e un veterinario dell’ULSS 1 Dolomiti Feltre. “I vigili – viene spiegato in una nota del Parco - hanno raggiunto l’animale con una calata in corda doppia ed hanno constatato l’impossibilità di recuperarlo in condizioni di sicurezza, poiché lo stesso si trovava in un punto della forra profondamente incassato tra pareti rocciose. Il veterinario, dopo aver accertato che l’animale aveva la zampa posteriore lesionata e verificate le sue precarie condizioni generali di salute, ha stabilito la necessità di procedere con un intervento eutanasico, che è stato effettuato dagli agenti della Polizia Provinciale”.

 

 

La carcassa dell’animale, considerate le oggettive difficoltà ed i pericoli connessi con il suo recupero, è stata lasciata a disposizione della fauna necrofaga. “È dunque evidente che tutti gli organi competenti per intervenire in queste situazioni sono stati allertati e sono intervenuti. Per quanto riguarda la presunta disponibilità di alcuni torrentisti a procedere con il recupero dell’animale – spiega il Parco - si evidenzia che all’Ente Parco non è pervenuta nessuna comunicazione in tal senso e che quindi non c’è stato alcun 'divieto' opposto al salvataggio dell’animale. Si evidenzia peraltro che il soggetto titolato ad effettuare interventi in ambienti di forra è il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e che il recupero di animali in difficoltà, in condizioni di oggettivo pericolo come quella verificatasi in Val Soffia, è di competenza dei vigili del fuoco, che sono già intervenuti in passato all’interno del Parco”.

 

Qui la nota del Parco

 

 

 

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