Contenuto sponsorizzato

Marmolada, la Sat contro il rilancio dello sci alpino: "Restituiamo alla Regina fascino, selvatichezza e identità"

Il rilancio del turismo sulla Marmolada è da tempo al centro della discussione. L'idea dell'amministrazione è quella di costruire nuovi impianti per ripartire con lo sci alpino, ma gli amanti della montagna protestano e spingono per un modello alternativo che "recuperi la Marmolada quale luogo di elezione per l’alpinismo, nella sua accezione più alta di esplorazione, avventura e scoperta"

Di Dmitry A. Mottl - Fonte: Wikipedia
Di M.Sartori - 03 marzo 2021 - 10:34

CANAZEI. La Marmolada, la Regina delle Dolomiti, da molti considerata come la montagna per eccellenza è da tempo al centro del dibattito. Oggetto della discussione è il futuro di questa vetta: bisogna decidere se rilanciare lo sci alpino o provare una strada diversa e proporre un turismo alternativo, più naturalistico, che non richieda la costruzione di ulteriori “ecomostri” sui fianchi della montagna.

 

Già nel 2015 la Sat, assieme a Cai Veneto, Cai Alto Adige e Avs, aveva preso posizione contro una strategia di sviluppo della Marmolada volta alla costruzione di nuovi impianti di risalita, denunciando il rischio di compromettere non solo l’integrità del ghiacciaio stesso, ma anche il riconoscimento delle “Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO”.  

 

A distanza di sei anni il progetto è ancora quello di rilanciare lo sci alpino, ovviamente costruendo nuovi impianti di risalita che andrebbero a “ferire” ulteriormente il volto della montagna. Si aggiungerebbe quindi una nuova ferita sul fianco della “Regina”, in aggiunta agli scheletri dei cinque vecchi impianti, ormai abbandonati da anni e che si era chiesto di abbattere durante la scorsa estate, tramite una raccolta firme consegnata alla Provincia a ottobre dell’anno scorso da Guido Trevisan (qui articolo).

 

Lo stesso Trevisan è stato poi colpito in prima persona dalla fragilità ambientale della Marmolada, quando un evento valanghivo eccezionale ha travolto e distrutto il rifugio Pian dei Fiacconi, che lui gestiva da anni (qui articolo).

 

Proprio per questo, per la condizione attuale della Regina delle Dolomiti, deturpata da “ecomostri” di cemento e fragile da un punto di vista ambientale, la Sat ha deciso di far sentire nuovamente la propria voce e di chiedere un nuovo progetto di rilancio per il versante settentrionale della Marmolada.

 

La strategia attuale – dichiarano gli alpinisti in un comunicato stampa - pare prescindere non solo dalla evidente precarietà e delicatezza ambientale, accentuata dalla crisi climatica in atto, ma anche dai molteplici valori che la Marmolada racchiude e dai quali siamo convinti si debba partire per delineare una strategia alternativa volta a restituire alla Regina delle Dolomiti selvatichezza, fascino e identità”.

 

La Marmolada – proseguono - è una montagna iconica: il suo valore naturale e paesaggistico, le sue peculiarità legate all’alpinismo e alle vicende belliche, la rendono unica fra tutte le altre cime circostanti. La Marmolada può e deve tornare “La montagna” dove, a partire dai predominanti aspetti naturalistici, mettere a valore quelli più propriamente alpinistici, storici e culturali”.

 

Nel concreto, le proposte della Società alpinisti tridentini sono le seguenti:

  • l’abbandono di ogni progetto di rilancio e potenziamento dello sci alpino, per recuperare la Marmolada quale luogo di elezione per l’alpinismo, nella sua accezione più alta di esplorazione, avventura, scoperta ma anche di ricerca naturalistica e storica;
  • la totale rimozione degli impianti ancora presenti sul versante settentrionale della Marmolada, inclusi quelli già dismessi e relativi resti;
  • la ricostruzione del rifugio Pian dei Fiacconi, in area a minor rischio valanghivo, per restituire ai frequentatori un importante punto di riferimento, per corsi di formazione e approfondimento delle tecniche alpinistiche ma anche dei valori ambientali e storici del luogo;
  • dare attuazione ad un progetto di comunità volto alla gestione, ripristino, valorizzazione e promozione dell’area trentina della Marmolada, sull’esempio della proposta di Ecomuseo dell’Immaginario, già condivisa dall’amministrazione comunale uscente di Canazei, mettendo a valore i punti di forza già presenti: assieme al rifugio Pian dei Fiacconi, la Capanna Penia e il Museo della Guerra. Ma che sappia anche affrontare le criticità: non solo i vecchi impianti da eliminare, ma anche un ripensamento della fruizione e uso dell’area del Lago e Passo Fedaia.
Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
22 aprile - 15:56
L'allerta è scattata lungo la strada statale 12. In azione la macchina dei soccorsi. Viabilità bloccata in tangenziale
Politica
22 aprile - 13:00
L'altra questione posta all'attenzione del presidente del Consiglio Draghi riguarda i gettiti fiscali arretrati derivanti anch'essi dal Patto di [...]
Ambiente
22 aprile - 13:25
Negli scorsi giorni sono state trovate morte centinaia di api nella zona di Caldonazzo, da qui viene evidenziata la necessità di accelerare [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato