Contenuto sponsorizzato

Consegnate 4.500 firme per liberare la Marmolada dai "mostri in cemento" mai demoliti. Mountain Wilderness: "Una montagna sfruttata e poi abbandonata a se stessa"

La petizione era stata lanciata da Guido Trevisan, da vent’anni titolare del Rifugio Pian dei Fiacconi, e oggi le firme raccolte sono state consegnate al Presidente del Consiglio Provinciale della Pat, Walter Kaswalder, dal gestore stesso e da Franco Tessadri, presidente di Mountain Wilderness

Di Lucia Brunello - 28 ottobre 2020 - 11:19

MARMOLADA. Una petizione che è riuscita a raccogliere 4.500 firme per chiedere alla Provincia di Trento di rimuovere i resti degli obsoleti impianti di risalita chiusi ma mai demoliti su tutto l'areale nord della Marmolada, da Passo Fedaia alla Vetta, passando per il Pian dei Fiacconi.

 

La petizione era stata lanciata da Guido Trevisan (qui articolo), da vent’anni titolare del Rifugio Pian dei Fiacconi, e oggi le firme raccolte sono state consegnate al Presidente del Consiglio Provinciale della Pat, Walter Kaswalder, dal gestore stesso e da Franco Tessadri, presidente di Mountain Wilderness.

 

"La regina delle Dolomiti", hanno attaccato Trevisan e Tessadri, "versa in una desolante situazione di degrado ed abbandono, a causa dei numerosi vecchi impianti sciistici dismessi, demoliti e poi abbandonati sul posto".

 

Liberare la Marmolada dalle strutture obsolete è l'obiettivo del documento che parte dall'osservazione dei mostri di cemento che deturpano tristemente il paesaggio: "una serie di orrori che spogliano di bellezza e naturalità un territorio selvaggio, un territorio che è possibile salvare da nuova speculazione, come minimo chiedendo che venga cancellata l'inutile e deturpante memoria delle antiche strutture", spiegano.

 

Si tratterebbe di una sorte non dignitosa per la "Regina delle Dolomiti", quella a cui ora sembra essere destinata. Si tratta di una montagna meravigliosa, unica per essere "sia di roccia che di ghiaccio", ma che nel tempo si è vista sempre più sfruttata ed ora, da diversi lustri, lasciata sopravvivere a se stessa senza alcuna cura o prospettiva futura, se non quella di procedere sulla stessa strada di sfruttamento intensivo.

 

Si chiede dunque al Consiglio provinciale di attivarsi per obbligare i nuovi concessionari a rimuovere i vecchi manufatti nel minor tempo possibile e che qualsiasi nuova realizzazione di impianto venga vincolata alla pulizia e rimozione dei ruderi di quello precedente.

 

Il presidente Kaswalder, che si è detto personalmente sensibile al tema, ha spiegato che il documento sarà sottoposto prima all'attenzione dell'Ufficio di Presidenza e poi alla Commissione competente del Consiglio, che procederà con l'esame.

 

Ai proponenti la petizione che sono riportati sul modulo di raccolta firme (Mountain Wilderness Italia, Legambiente, WWF e gestore rifugio Pian Fiacconi) si sono aggiunte nel frattempo diverse altre associazioni.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 26 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

30 novembre - 11:09

Nel bollettino quotidiano sulla situazione Coronavirus in provincia di Bolzano, l'azienda sanitaria comunica che ci sono stati 183 nuovi casi di positività, su un numero di tamponi effettuati piuttosto basso. L'indice contagi/tamponi rimane attorno al 18%, mentre terapie intensive e ricoveri aumentano. Nella giornata di lunedì 30 novembre entra in vigore, nel frattempo, l'ordinanza che dà avvio alle riaperture

30 novembre - 11:54

Tre veicoli sono stati protagonisti di un incidente avvenuto nella mattinata di lunedì 30 novembre a Termeno. Lungo la strada provinciale, due auto si sono scontrate frontalmente, coinvolgendo poi un'altra macchina. Una persona è rimasta incastrata ed estratta con le pinze idrauliche. Due i feriti

30 novembre - 10:14

Cambio al vertice della classifica della qualità della vita realizzata da Italia Oggi e Università La Sapienza di Roma. Una sorta di staffetta tra prima e seconda: quest'anno è Pordenone sul podio, seguita da Trento. Nella scorsa edizione le parti erano invertite

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato