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Merler e i “sudici sudisti”, Crisafulli: “Un pessimo esempio è padre di pessime abitudini e di un altrettanto pessimo futuro”

Dopo il post di Merler contro il Governo “a trazione foggio-salernitana (con cultura del debito)” non si placano le polemiche. Crisafulli, membro della commissione dei 12: “Se gli esempi sono come quelli offerti dal vicepresidente non possiamo sperare che la nostra società sia aperta al diverso, che sia unita e solidale da Brennero ad Agrigento, che sappia giudicare i politici esclusivamente da quello che fanno”

Di T.G. - 06 gennaio 2021 - 11:11

TRENTO. Non si placano le polemiche sul consigliere (nonché ex candidato sindaco di Trento) Andrea Merler che nei giorni scorsi su Facebook aveva attaccato il Governo a trazione foggio-salernitana (con cultura del debito)”, concludendo il post “Siamo cittadini e non sudditi di sudici sudisti”. Affermazioni che avevano suscitato sdegno bipartisan provocando la reazione anche di alcune associazioni e del giornalista Andrea Scanzi.

 

In queste ore la sua posizione di vicepresidente del Consiglio comunale traballa (Merler è anche vicepresidente di Patrimonio del Trentino) e da più parti sono state chieste le sue dimissioni. D’altra parte si tratta di affermazioni molto pesanti, normale  quindi che ci siano degli strascichi. Nel frattempo, in attesa di capire quale sarà la sorte di Merler politico, a prendere parola è un collega di Merler avvocato, Luca Crisafulli, membro della Commissione paritetica “dei sei” e “dei dodici”, la commissione chiamata a esprimere un parere sulle norme di attuazione dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige.

 

Secondo Crisafulli il punto della questione non dev’essere ricondotto alla figura in sé di Andrea Merler e nemmeno a ciò che il vicepresidente ha voluto esprimere, né tanto meno l’orientamento politico suo e dei destinatari del suo post. “Il punto è un altro – spiega – dovremmo chiederci quale comportamento deve assumere chi riveste una posizione emblematica rispetto ad altre persone”. In altre parole come dovrebbe comportarsi, al di fuori della propria sfera privata, il padre con i propri figli, il maestro di scuola con i propri studenti, l’amministratore pubblico con i cittadini e via dicendo.

 

Queste figure – sottolinea Crisafulli – non sono solo responsabili verso sé stesse di comportamenti biasimevoli, volgari, razzisti o illeciti ma hanno una grande responsabilità nei confronti di coloro che guardano tali figure come un esempio da seguire, come parametro di ciò che si può dire o fare rispetto a ciò che è bene non dire né fare, che hanno bisogno di figure di riferimento per formarsi una propria coscienza, un proprio modo di esprimersi o di giudicare, un proprio modo di vedere la realtà”.

 

Insomma, alle figure di riferimento della società è richiesta responsabilità, perché, piaccia o meno, vengono prese da molti come modelli da seguire. “Se gli esempi sono come quelli che il vicepresidente ha offerto – afferma Crisafulli – non possiamo sperare che la nostra società sia aperta al diverso, che sia unita e solidale da Brennero ad Agrigento, che sappia giudicare i politici esclusivamente da quello che fanno. Un pessimo esempio – conclude – è padre di pessime abitudini e di un altrettanto pessimo futuro”.

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