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| 28 nov 2021 | 05:01

''Nei covid party usano i lecca lecca per infettarsi", le parole del documentarista Pizzini: ''I no vax sono frutto di anni di indottrinamento''

Andrea Pizzini, 44 anni di Bolzano da oltre 20 anni fa il documentarista e da circa un anno, dall'interno delle terapie intensive degli ospedali dell'Alto Adige, testimonia quello che sta accadendo. "Già prima del Covid19 erano molti quelli contro i vaccini obbligatori per i bambini. In alcuni casi vivono in vere e proprie comunità e sono molto radicati”

Nei covid party usano i lecca lecca per infettarsi, le parole del documentarista Pizzini

BOLZANO. “Ci sono testimonianze assurde, quello che sta accadendo qui in Alto Adige non è nato in questi mesi ma c'era già da prima. Qui i no vax sono organizzati, hanno una struttura vera e propria, vanno casa per casa”. Andrea Pizzini, 44 anni di Bolzano da oltre 20 anni fa il documentarista e da circa un anno, dall'interno delle terapie intensive degli ospedali dell'Alto Adige, testimonia quello che sta accadendo.

 

Chi nega l'utilità del vaccino fino ad arrivare a negare la stessa pandemia è soprattutto presente nelle valli. Negli stessi luoghi dove sarebbe arrivata la terribile usanza di fare i cosiddetti “Covid party” sui quali sono in corso le indagini da parte dei carabinieri.

 

“Questi party erano una sorta di segreto di pulcinella – spiega a ilDolomiti Pizzini – si sapeva di queste feste organizzate per contagiarsi volontariamente e avere il green pass. Nessuno ha il coraggio di venire a raccontarlo davanti a una telecamera ma lo raccontano e lo ammettono dal letto dell'ospedale. Per contagiarsi si passano il lecca lecca, bevono dallo stesso bicchiere e sono fenomeni che arrivano dalle valli dove è presente lo zoccolo duro dei no vax”.

 

Andrea Pizzini circa un anno fa, per smentire le tante fake news diffuse contro il personale sanitario, ha deciso di raccontare attraverso immagini e video quello che succede all'interno dei reparti covid negli ospedali. I continui ricoveri, le terapie intensive dove finisce perlopiù chi non ha alcuna immunizzazione, immagini per fare uscire quella verità che in tanti in un primo momento cercavano di smentire.

 

“Quando sono entrato per la prima volta in terapia intensiva non pensavo di trovarmi tutto quello che ho visto e sentito. Sia all'ospedale di Bolzano che in quello di Merano” ci racconta il documentarista. “All'interno dei reparti ci sono persone che pur stando male non ammettono l'esistenza del virus e altri che invece alla fine ammettono di aver sbagliato ma non possono dirlo in pubblico”.

 

La macchina dei no vax in Alto Adige è forte e si nutre non solo di fake news e di paura ma anche di altro. Sono questi i territori dove vengono organizzate anche le cosiddette “scuole clandestine” per le famiglie che non accettano la vaccinazione.

 

“Qui i no vax sono diversi da quelli che vediamo in Italia – afferma il documentarista – sono davvero organizzati grazie ad anni di indottrinamento iniziato ben prima del Covid-19. C'era già chi era contro le vaccinazioni dei bambini. In alcuni casi vivono in vere e proprie comunità e sono molto radicati”.

 

Non sono mancate le minacce che in questi mesi sono arrivate allo stesso Pizzini. “Si, ne sono arrivate diverse attraverso i social e di ogni genere" ci dice. "La situazione è grave, nelle valli dell'Alto Adige si fa veramente fatica ad avere il controllo su questi fenomeni. Il risultato è che ora in tanti si trovano in zona rossa".

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