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Orsi, il Consiglio di Stato respinge la sospensiva su cattura di M57, Enpa e Oipa: ''Ma l'ordinanza mette in luce le gravi criticità della gestione della Provincia''

La partita riguarda la cattura di M57. Il Consiglio di Stato in sede collegiale ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’Enpa e dall’Oipa: "Non c'è pericolo imminente e si deve aspettare il giudizio di merito. Nel provvedimento viene però contestato il metodo della Pat" 

Di Luca Andreazza - 29 January 2021 - 13:39

TRENTO. "Il Consiglio di Stato con questa ordinanza evidenzia le importanti criticità relative alla gestione degli orsi in Trentino, che speriamo possano essere affrontate nell’udienza di merito di primo grado prevista per il prossimo 25 marzo", così Enpa e Oipa nel commentare la pronuncia di palazzo Spada che rigetta la sospensiva del provvedimento firmato dal presidente Maurizio Fugatti per la cattura di M57.

 

La partita riguarda la cattura di M57, un provvedimento disposto da piazza Dante dopo l'aggressione del plantigrado nei confronti di un carabinieri di 24 anni nelle vicinanze del lago alle porte di Andalo (Qui articolo); un esemplare portato al Casteller a fine agosto a seguito dell'operazione portata avanti dal personale forestale con il supporto dei vigili del fuoco e dei militari dell'arma (Qui articolo).

 

In queste ore il Consiglio di Stato in sede collegiale ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’Ente nazionale protezione animali (Enpa) e dall’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), rappresentati dall’avvocato Valentina Stefutti, dell'ordinanza cautelare del Tar di Trento in relazione alla cattura e alla cattività permanente per l'orso M57 in quanto, allo stato attuale, è assente un periculum immediato. "Ritenuto che, sul piano cautelare, l'avvenuta esecuzione del provvedimento - si legge nella pronuncia - peraltro valutata unitamente al probabile stato di letargo dell'animale, ha già prodotto effetti tali da non consentire l'adozione di una misura di sospensiva e che comunque risulta già fissata la data dell'udienza di merito in primo grado, va rigettata la domanda cautelare proposta dalla parte appellante”.

 

 

Le associazioni animaliste evidenziano che sono state riconosciute numerose criticità di come è stato affrontato questo caso. "L’ordinanza - aggiungono - afferma che il provvedimento è stato adottato in assenza della necessaria valutazione dell’Ispra, senza aver raccolto le dichiarazioni del soggetto che risulterebbe aggredito. Inoltre il Consiglio di stato sottolinea come la relazione dell’Ispra prodotta per estratto dalla Provincia contiene valutazioni sulla pericolosità dell’orso M57 che prescindono dall’episodio in questione, in quanto relative a condotte pregresse. Non abbiamo mai contestato i poteri di ordinanza del presidente della Patma il modo in cui sono stati esercitati".

 

Gli altri nodi sono la gestione degli orsi rinchiusi al Casteller, documentato nella relazione dei carabinieri: ''Le condizioni di detenzione non garantiscano il loro benessere" (Qui articolo); mentre nelle scorse settimane l'Ispra ha suggerito un deciso cambio di rotta alla Pat nella gestione dei plantigradi: "Essenziale e necessaria una migliore e più trasparente rendicontazione da parte della Pat di tutti gli episodi potenzialmente critici". Nel report gli esperti mettono in luce che la prevenzione è più efficace di dissuasioni e abbattimenti: "Spesso comportamenti potenzialmente pericolosi possono emergere negli orsi come conseguenza di comportamenti umani non adeguati" (Qui articolo). 

 

"L'orso M57 paga colpe non sue. Abbiamo denunciato tante volte le anomalie nella cosiddetta gestione dei grandi carnivori, in particolare degli orsi, da parte della Provincia di Trento, e questa è davvero la storia, il simbolo, il paradigma di più anomalie. Un tema importante - proseguono Enpa e Opia - che è emerso durante l'udienza è la cattiva gestione dei rifiuti. I bidoni dei rifiuti alimentari sono la radice prima della abituazione degli animali in libertà al cibo degli umani, la radice prima della loro assuefazione alla ricerca di questo cibo e della conseguente criminalizzazione con galera a vita o uccisione".

 

Ci sono indicazioni delle politiche di prevenzione anche nella relazione dell'Ispra. "L'obiettivo principale per il Trentino deve essere quello di sostituire entro 24 mesi tutti i cassonetti per l'umido presenti sul territorio frequentato dagli orsi dando priorità a quelli presenti nei confronti nei contesti periurbani. Invece, ancora oggi ci sono bidoni accessibili alla fauna selvatica. Possibile che in vent'anni piazza Dante, protagonista di un importantissimo progetto europeo, il Life Ursus, non sia stata in grado di adottare una politica dei rifiuti anche elementare?  La sostituzione, tempestiva e irrinunciabile, dei cassonetti non può davvero essere un problema per le floride condizioni della Provincia, dati la particolare fiscalità di cui gode e i notevoli introiti assicurati dalle tasse di soggiorno sui turisti", concludono Oipa e Enpa.

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