Caso Jj4, le associazioni animaliste: "Il Tar rigetta la sospensione degli abbattimenti degli orsi"
Le associazioni avevano chiesto ancora una volta la concessione di una misura cautelare di sospensione degli abbattimenti fino alla pronuncia nel merito programmata per metà dicembre. Di conseguenza bisognerà attendere la pronuncia del Consiglio di Stato

TRENTO. Il Tar di Trento ha rigettato la sospensione degli abbattimenti per rimandare la vicenda al Consiglio di Stato. Prosegue la battaglia legale tra il mondo animalista per salvare Jj4, l'orsa responsabile dell'uccisione di Andrea Papi nei boschi di Caldes e custodita al Casteller dopo la cattura. L'udienza di merito è attesa per il 14 dicembre ma continua la lotta tra associazioni e piazza Dante a colpi di udienze e carte. Nulla cambia per il momento e il prossimo step è atteso per luglio.
"A oggi la Provincia non ha mai depositato alcun esito delle indagini genetiche che si asseriscono essere state compiute per pervenire all'identificazione di Jj4 come responsabile dell'aggressione di Andrea Papi", commentano le avvocate Rosaria Loprete e Giada Bernardi per la Leal. "Con manifesta lesione del diritto di difesa della Leal e delle altre associazioni che hanno invece prodotto copiosa documentazione comprovante le gravi pecche istruttorie che caratterizzano la vicenda e l'estraneità dell'orsa ai fatti".
Una decisione del Tar che lascia un po' perplesse le associazioni del mondo animalista. "Il processo ha dei principi che devono essere rispettati e specie la fase istruttoria, che è la più importante e delicata , deve svolgersi nel rispetto dei principi di formazione della prova. Che si devono osservare in ogni tipologia di procedimento, dal penale, al civile, all'amministrativo. Il processo si costruisce, non si subisce e ogni parte costituita ha il pieno e inviolabile diritto di prendere visione della documentazione su cui si fondano le difese avversarie e poter in tal modo esercitare compiutamente la difesa dei propri assistiti. Soprattutto perché a oggi gli asseriti risultati genetici che la Pat adduce essere la prova delle coinvolgimento di Jj4 nei fatti del 5 aprile 2023 ancora non si sono, stranamente, mai visti", proseguono Loprete e Bernardi. "Impugneremo immediatamente l'ordinanza al Consiglio di Stato. E' necessario fare chiarezza e avere maggior trasparenza".
A intervenire anche la Lndc Animal Protection. "La decisione del Tar - commenta la presidente Piera Rosati - non ci sorprende in quanto è attualmente in vigore la sospensione concessa dal Consiglio di Stato e confidiamo che sarà proprio il massimo organo della giustizia amministrativa a prolungare la misura cautelare di sospensione fino al giudizio di merito, previsto per la fine dell'anno. Questo ci permetterà di continuare a difendere Jj4 in ogni modo fino all’ultimo”.
In particolare, le associazioni hanno chiesto ancora una volta la concessione di una misura cautelare di sospensione degli abbattimenti fino alla pronuncia nel merito programmata per metà dicembre. Quindi bisognerà attendere la pronuncia del Consiglio di Stato.
“La cosa interessante che abbiamo evidenziato in udienza è che anche che la Provincia di Trento, dopo avere appreso dell’ulteriore sospensiva che ci ha già concesso il Consiglio di Stato, ha chiesto, assieme alla Provincia di Bolzano, che il Governo si faccia promotore di un regolamento comune a tutte le Regioni dell’arco alpino per la gestione di orsi e lupi. Finalmente, anche la Pat ammette che non è più possibile una gestione locale a colpi di ordinanze e decreti di uccisione, come sosteniamo ormai da tanto tempo. Le nostre critiche sulla gestione 'autonoma' di Trento hanno fatto breccia e ora si invoca l’intervento del governo nazionale, nella speranza che quest’ultimo vada nella stessa direzione che prevede abbattimenti facili. In ogni caso siamo pronti a contrastare ogni provvedimento anche nazionale sul modello (evocato da Bolzano e Trento) Finlandia. Tanto più che la Corte di Giustizia Ue nel 2019 si è già pronunciata sulla norma finlandese, ritenuta in contrasto con la direttiva Habitat”, conclude Paolo Letrari, responsabile Grandi carnivori Lndc Animal Protection.


















