Pandemia, numerose famiglie in difficoltà nel pagamento dell'affitto: arriva il maxi stanziamento del Comune di Trento di 700 mila euro
L'iniziativa sarà presentata la prossima settimana e l'obiettivo è quello di aiutare il ceto medio che si trova in difficoltà nel pagare l'affitto. Sono state stabilite tre macro-aree a seconda dell'Isee corrente

TRENTO. La pandemia ha creato una vero e proprio 'esercito' di trentini che sono fermi (o quasi) con il lavoro e che non ce la fanno a sostenere una delle spese principali del bilancio domestico. Stiamo parlando dell'affitto di casa.
Da qui la decisione del Comune di Trento di correre in aiuto al cosiddetto “ceto medio” decidendo di stanziare 700 mila euro che serviranno per sostenere le famiglie nel pagamento dell'affitto mensile di casa. Un provvedimento importante che verrà presentato all'inizio della prossima settimana e che vedrà l'apertura di un bando probabilmente per il mese di settembre.
La delibera è stata presentata in Consiglio comunale nei giorni scorsi. “L'iniziativa – spiega l'assessora Chiara Maule - nasce dalla situazione che si è creata nell'ultimo anno e mezzo durante il quale molte famiglie si sono trovate in difficoltà a causa della pandemia. Le reti messe in campo dal Comune ci riportano una difficoltà diffusa da parte di una certa fascia di famiglie di pagare l'affitto e questo è legato alla perdita del lavoro, alla cassa integrazione o al calo di ore nella propria attività”.
L'Amministrazione si è quindi interrogata su quale possa essere la modalità più idonea per aiutare queste famiglie e si è deciso di usare un bonus una tantum con la messa a disposizione di 700 mila euro (500 mila euro proposti dalla Giunta diventati poi con il consiglio comunale 700 mila).
Per accedere al contributo serviranno ovviamente dei requisiti. Le famiglie che presenteranno domanda dovranno risiedere nel territorio comunale, avere un contratto di locazione di almeno 3 anni di durata e il nucleo famigliare dovrà avere un Isee corrente tra i 9360 euro e i 26 mila euro.
“Abbiamo scelto di usare l'Isee corrente come indicatore – ha spiegato Maule - perché riesce più degli altri a fotografare ciò che è accaduto in questo ultimo anno. Si potrà dimostrare che nei 12 mesi precedenti vi è stato un calo del reddito legato alla pandemia che ha portato via il lavoro oppure anche un famigliare che era l'unico soggetto con uno stipendio”.
Per quanto riguarda l'entità del contributo sono state realizzate tre macro-aree: la prima fascia da 9360 euro a 15 mila euro un massimo di contributo di 1500 euro; da 15 mila euro a 20 mila euro con un contributo massimo di 1250 euro; da 20 mila euro a 26 mila euro con un massimo di contributo di mille euro.
“Ipotizziamo – ha spiegato l'assessora Maule – che si potrà aprire il bando per settembre. Fondamentale per le persone avere un contratto di locazione, l'Isee corrente e lo Spid. Secondo primissimi calcoli fatti con l'importo stanziato riusciremo ad aiutare dalle 500 alle 600 famiglie”









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