Scontri Italia-Austria, la ricostruzione della polizia: “Oltre 200 persone coinvolte, i festeggiamenti sono diventati un pretesto per prendersela con gli agenti”
Dopo gli scontri del post-partita, che hanno causato il ferimento di 3 agenti, la polizia sta cercando di individuare i tifosi più scalmanati: “Sospetti ce ne sono ma com’è giusto che sia dobbiamo raccogliere gli elementi per attribuire le eventuali responsabilità”. Smentite le ricostruzioni sull’attacco premeditato e della prevalenza di stranieri

BOLZANO. Hanno fatto il giro della nazione le immagini dei tifosi che a Bolzano, dopo la vittoria dell’Italia sull’Austria, si sono lasciati andare a festeggiamenti a dir poco sopra le righe arrivando a un confronto in strada con la polizia che era intervenuta per garantire l’ordine pubblico.
Sono da poco passate le 23e30 di sabato 26 giugno quando le prime persone iniziano a scendere in strada per festeggiare la sofferta vittoria degli Azzurri arrivata solo ai tempi supplementari. In poco tempo si formano cortei e caroselli con le auto, c’è chi suona il clacson e chi intona cori e slogan. A Bolzano questa partita se possibile è ancora più sentita: l’Italia ha affrontato i “cugini” austriaci, nel capoluogo altoatesino non tutti hanno tifato per gli Azzurri, rivalità politiche e sportive si mescolano, poi è da poco finito il lockdown, forse anche per questo si cerca una valvola di sfogo.
A un certo punto però succede qualcosa e i festeggiamenti si tramutano in qualcos’altro che degenera in scene da guerriglia urbana con i tifosi contrapposti alla polizia schierata in assetto antisommossa. “Nel momento in cui ci sono dei festeggiamenti c’è sempre un po’ di caos”, afferma Giorgio Augusto Porroni capo di gabinetto e portavoce della Questura di Bolzano. “Come sempre la strada viene occupata e c’è qualche lamentala da parte di chi si trova imbottigliato nel traffico ma in genere tutto si risolve nel giro di una mezz’ora. Questa volta però, questo è stato il minimo”.
Secondo le stime della Questura le persone in strada sono alcune centinaia di persone, di queste oltre 200 ingaggeranno uno scontro con la polizia. “A un certo punto – ricostruisce la Questura – i festeggiamenti sono diventati un pretesto per prendersela indistintamente con le forze dell’ordine e il freno non è più stato tirato”. I poliziotti presenti sono stati oggetto di un fitto lancio di oggetti contundenti: bottiglie, cartelli stradali, sampietrini, petardi, fumogeni e bombe carta. Contro i poliziotti piove di tutto.
Su alcune testate giornalistiche si è parlato quasi di un piano premeditato per arrivare agli scontri, spingendosi a scomodare persino quanto avvenuto al Brennero nel 2016 (quando l’Austria aveva deciso di militarizzare i confini costruendo una recinzione per non far transitare i migranti provenienti dall’Italia). Eppure secondo la Questura ciò non è avvenuto: “Certo se qualcuno esce di casa con una bomba carta ha intenzione di fare casino ma non ci sono elementi per affermare che ci sia stata una strategia per attaccare le forze dell’ordine, non stiamo parlando di eserciti schierati”, spiega il portavoce. “Poi nella massa c’è sempre qualcuno che si erge a capopopolo e magari aiutato da qualche bicchiere di troppo convince gli altri a seguirlo negli scontri”.
Smentita anche la ricostruzione secondo la quale la maggior parte dei facinorosi sarebbero stati “giovani di origine straniera”, fra cui molti nati e cresciuti in Italia. “Ci siamo trovati davanti alla normale composizione della gioventù che si può trovare in strada la sera – prosegue il portavoce della Questura – c’erano sia italiani che stranieri o italiani di seconda generazione ma non si può dire che la colpa sia di questo o quello”. Per disperdere i tifosi più esagitati la polizia ha effettuato delle cariche lanciando anche dei lacrimogeni.
Alla fine il bilancio della serata parla di tre agenti feriti in maniera lieve, ricoverati in ospedale dove sono stati medicati con dei punti di sutura dopo essere stati colpiti da alcuni oggetti. “È stata una cosa che non ci aspettavamo, almeno non di questo livello anche se i freni erano già stati dimenticati dopo la partita con la Svizzera”. In quell’occasione infatti molte persone si erano riversate in strada con alcuni tifosi che avevano deciso di salire sul tetto di un autobus per festeggiare la vittoria dell’Italia, con il senno di poi era stato un assaggio di quello che sarebbe successo due settimane più tardi.
“Ora stiamo cercando di identificare i responsabili anche se non sarà facile”, ammette il portavoce della Questura. “I video sono girati in notturna inoltre il lancio degli oggetti è avvenuto a distanza e quindi è difficile identificare gli autori”. A ogni modo dalla Questura fanno sapere che non sarà avviata una caccia alle streghe o al capro espiatorio: “Non abbiamo bisogno di colpevoli, procediamo un passo alla volta. Sospetti ce ne sono ma com’è giusto che sia dobbiamo raccogliere gli elementi per attribuire le eventuali responsabilità”.














