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Si rifiutano di fare il vaccino, sospesi 10 sanitari. Il giudice dà ragione alle Rsa: ''Vige l'obbligo di mettere in sicurezza operatori e ospiti''

Respinte le solite argomentazioni no-vax: poca sperimentazione dei vaccini, possibili rischi, metodi alternativi per prevenire il Covid. Il tribunale di Belluno le ha ritenute “insussistenti” e ha stabilito che fosse fondamentale evitare “la permanenza degli operatori non vaccinati nel luogo di lavoro”

Di L.P. - 23 March 2021 - 14:50

BELLUNO. Erano stati sospesi dopo che avevano rifiutato il vaccino e oggi il giudice di Belluno ha dato ragione alle Rsa respingendo il ricorso di due infermieri e otto operatori sociosanitari. La sentenza del giudice di Belluno Anna Travia ha dato torto ai sanitari che a febbraio si erano rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione con il vaccino anti-Covid di Pfizer.

 

I dieci operatori, dipendenti di due case di riposo del Bellunese, erano, quindi, stati sospesi dalla direzione delle case di riposo perché, per la difesa, doveva prevalere “l’obbligo del datore di lavoro di mettere in sicurezza i suoi dipendenti e le parti terze, ossia gli ospiti delle case di riposo”.

 

I dieci, quindi, lasciati a casa inizialmente in ferie forzate, come riporta il Corriere del Veneto, erano stati visitati dal medico del lavoro che li aveva dichiarati inidonei al servizio e a quel punto le Rsa hanno potuto lasciarli a casa vista ''l'impossibilità di svolgere la mansione lavorativa prevista''. La ragione è evidente: in epoca pandemica è assurdo che sia lo stesso operatore sanitario a rappresentare un pericolo per l'ospite, anche quando potrebbe non esserlo più con un semplice vaccino che gli è stato anche offerto.

 

E il principio della messa in sicurezza è quello che è stato riconosciuto anche dal giudice che ha certificato come ''sia ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire del vaccino, quali il personale sanitario, gli ospiti delle Rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui''. 

 

Dati messi in luce anche dal più recente report dell'Iss che ha spiegato come i contagi, le malattie e i decessi siano crollati nelle Rsa dove ospiti e operatori sono stati vaccinati: tra il picco della seconda ondata (settimana dal 9 al 15 novembre) e quella tra il 15 e il 21 febbraio, con il vaccino già in azione, il livello di decessi si è dimezzato passando dall'1,3% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,9% per tutte le strutture allo 0,6% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,4% di tutte le strutture.

 

Respinte le solite argomentazioni usate dai no-vax, purtroppo, ad ogni livello: poca sperimentazione dei vaccini, possibili rischi, metodi alternativi per prevenire il Covid. Il tribunale di Belluno le ha ritenute “insussistenti” e ha stabilito che fosse fondamentale evitare “la permanenza degli operatori non vaccinati nel luogo di lavoro”. I sanitari, va detto, non sono stati licenziati, ma soltanto sospesi e quindi qualora decidessero di fare il vaccino e mettersi in sicurezza potranno essere reintegrati sui loro posti di lavoro con effetto immediato.

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