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| 30 giu 2021 | 17:01

Sanitari no vax, in Alto Adige partono le prime sospensioni: da domani 115 dipendenti non potranno più entrare nei reparti

A partire da domani a questi collaboratori aziendali non verrà più consentito di svolgere prestazioni o mansioni che implichino contatti interpersonali o comportino in qualsiasi altra forma il rischio di diffusione del contagio da Sars Cov2

Sanitari no vax, in Alto Adige partono le prime sospensioni: da domani 115 dipendenti non potranno più entrare nei reparti
di Redazione

BOLZANO. In Alto Adige partono le prime sospensioni dei sanitari no vax. A partire da domani sono 115 i dipendenti ai quali l'Azienda sanitaria ha deciso di inibire l'accesso ai reparti.

 

All'inizio di luglio, nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, verranno attuate le prime sospensioni del personale non vaccinato contro il coronavirus, così come previsto dalla normativa nazionale. A queste persone è già stato notificato formale atto di accertamento dell'inosservanza dell'obbligo vaccinale posto dal decreto Draghi del 1° aprile 2021.

 

A partire da domani a questi collaboratori aziendali non verrà più consentito di svolgere prestazioni o mansioni che implichino contatti interpersonali o comportino in qualsiasi altra forma il rischio di diffusione del contagio da Sars Cov2.

 

Nel frattempo andrà avanti nei loro confronti la procedura stabilita a livello aziendale per accertare la possibilità di collocarli in una posizione lavorativa non “a rischio” o in smart working, ma in caso di esito negativo la sospensione formale che verrà loro notificata dall'Azienda sanitaria avrà effetto retroattivo, dal giorno del predetto accertamento di inottemperanza.

 

È importante sottolineare che le collaboratrici ed i collaboratori non ancora vaccinati possono decidere di eseguire il vaccino in qualsiasi fase del procedimento, il che rende immediatamente revocate anche le sospensioni già notificate. Un gran numero di collaboratrici/collaboratori è già stato vaccinato nelle ultime settimane. Circa 1.500 di loro hanno anche inviato una giustificazione indicando il motivo per il quale al momento non sono ancora vaccinati (ragioni cliniche o altre ragioni oggettive). Ora queste motivazioni dovranno essere esaminate e valutate internamente dai rispettivi superiori.

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