Tentato omicidio di Pergine, svolta nelle indagini: il marito ha confessato di essere stato alla guida dell'auto che ha investito il 49enne
Il marito è accusato dei reati di favoreggiamento e lesioni personali stradali. Il 57enne ha inoltre riferito di aver chiamato i sanitari, facendo così cadere l'accusa di omissione di soccorso. La moglie invece ha colpito Minardi alla schiena con un coltello da cucina con una lama di 20 centimetri

PERGINE VALSUGANA. Rapida evoluzione nel caso del tentato omicidio a Pergine Valsugana. Il marito della 32enne è stato denunciato per i reati di favoreggiamento e lesioni personali stradali, il 57enne ha ammesso, infatti, di aver investito con l'auto Minardi, il 49enne noto per aver percorso più volte la strada statale 47 della Valsugana in sella a una bicicletta con un carretto.
La svolta è arrivata in queste ore: il 57enne di Pergine ha confessato le proprie responsabilità nel corso di un interrogatorio. E' stato lui a bordo della Dacia Duster a investire il 49enne, ferito con due fendenti alla schiena dalla consorte, già arrestata nel corso della notte dai carabinieri. La donna avrebbe utilizzato un coltello da cucina con una lama di circa 20 centimetri.
La nota delle forze dell'ordine riporta che inizialmente reticente nel rispondere alle domande degli inquirenti, il 57enne è crollato. La confessione sarebbe arrivata, infatti, dopo che i militari avevano evidenziato alcune incongruenze nel racconto fornito sulla notte di follia tra domenica 8 e lunedì 9 agosto (Qui articolo).
Rimangono ancora da verificare alcuni dettagli sulle circostanze del gesto. Gli inquirenti riportano che è emerso, inoltre, che proprio il 57enne avrebbe chiamato i sanitari, facendo così cadere l’accusa di omissione di soccorso a carico della consorte. Nel frattempo è stata formalizzata a suo carico la denuncia in stato di libertà per i reati di favoreggiamento personale e lesioni personali stradali.
L’auto e l’arma del delitto, come anticipato un grosso coltello da cucina con lama di circa 20 centimetri, sono stati sequestrati e sottoposti ai rilievi scientifici dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento, per confermare la ricostruzione dei fatti. Le indagini dei militari sono comunque ancora in corso e proseguono sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trento.













