''L'ha accoltellata al collo e al dorso'', per la procura è un tentato femminicidio: ''Voleva dominare la donna, limitarne le libertà e mantenere con lei il rapporto affettivo''
Ieri mattina Andrea Curtolo si è presentato alla caserma dei carabinieri di Cortina e ha confessato quanto aveva appena compiuto. La donna è stata trasportata all'ospedale di Belluno

CORTINA. ''L'ipotesi di reato trova supporto probatorio nelle risultanze delle indagini dalle quali emerge che la condotta delittuosa è presumibilmente estrinsecazione di una volontà di dominio sulla donna e di limitazione delle sue libertà individuali, nonché correlata al rifiuto della vittima di mantenere il rapporto affettivo con il coniuge''. Così la Procura della Repubblica di Belluno spiega che quello accaduto a Cortina sarebbe un vero e proprio tentativo di femminicidio.
Il 52enne Andrea Curtolo avrebbe, infatti, tentato di uccidere la moglie (Annarita De Zordo), dal quale da quanto è emerso si stava separando o si era già separato, ''mediante reiterati colpi di coltello sferrati al collo ed al dorso della vittima''. Fendenti, che, fortunatamente, non avrebbero colpito organi vitali. La donna è stata prontamente elitrasportata all'ospedale di Belluno e qui ricoverata, non in pericolo di vita.
Il fatto, come già riportato, è avvenuto ieri mattina nell'abitazione dove la donna vive con i due figli ventenni in via Cademai. Curtolo avrebbe raggiunto l'abitazione dove si trovava la donna e ne sarebbe seguito un violento litigio sfociato nel tentativo di uccisione della donna. L'uomo, poi, lasciata la donna ferita a terra (e subito soccorsa dai figli che avrebbero dato l'allarme), si è recato alla locale caserma dei carabinieri e si è costituito.
Il Procuratore della Repubblica Massimo De Bortoli che segue il caso ha già formulato la richiesta, al giudice per le indagini preliminari, di convalida dell'arresto (''in quanto eseguito in quasi flagranza di reato'', chiarisce il procuratore) e di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dell'indagato. Ora spetterà al Gip valutare gli elementi e decidere come procedere.












