Terapie intensive svuotate, i direttori delle Unità operative: ''Significa poter rivedere la luce dopo il lungo e buio tunnel dell’emergenza''
Una situazione di miglioramento che viene riscontrata anche negli altri reparti ospedalieri dove grazie alle vaccinazioni e ai giusti comportamenti il numero dei ricoverati legati al Covid19 è sempre più piccolo. Nella lettera scritta dai direttori anche un accenno alla vicenda di Sara Pedri: "Vogliamo ribadire che l’ospedale tutto è pronto ad accogliere ed assistere ogni utente"

TRENTO. I reparti di terapia intensiva in Trentino non ospitano più alcun paziente Covid positivo. “Per noi primari, per i medici, per gli infermieri, per gli oss, per tutto il personale ospedaliero, questo significa poter rivedere la luce dopo il lungo e buio tunnel dell’emergenza. Sono stati mesi terribili, che han richiesto impegno, dedizione, sacrificio personale, lavoro intenso”. Queste alcune delle parole contenute nella lettera che i direttori delle unità operative dell’ospedale Santa Chiara scrivere e condividere dopo mesi e mesi di impegno senza sosta contro il Coronavirus.
Una situazione di miglioramento che viene riscontrata anche negli altri reparti ospedalieri dove grazie alle vaccinazioni e ai giusti comportamenti il numero dei ricoverati legati al Covid19 è sempre più piccolo. Tutto questo, spiegano “Potrebbe portarci in pochi giorni ad avere tutti gli ospedali del Trentino Covid-free”.
Nella lunga lettera, dove vengono sottolineate anche le importanti responsabilità che l'Azienda sanitaria ha davanti, trova spazio la drammatica vicenda che riguarda la dottoressa Sara Pedri.
“Le recenti vicende che hanno interessato l’ospedale Santa Chiara sono al vaglio della commissione aziendale interna e della Procura della Repubblica. Aspettiamo le conclusioni che queste indagini – conclude la lettera - ci forniranno senza anticipare giudizi di sorta, ma vogliamo ribadire che l’ospedale tutto è pronto ad accogliere ed assistere ogni utente che si trova nel bisogno di ricorrere al lavoro dei sanitari con la competenza e dedizione che ha sempre dimostrato in questi anni”.
QUI LA LETTERA
Per la prima volta, dopo tanti e lunghissimi mesi, i reparti di terapia intensiva in Trentino non ospitano più alcun paziente Covid positivo. Una splendida notizia che tutti, sia noi operatori della sanità che la cittadinanza tutta, aspettavamo da settimane.
Grazie alle vaccinazioni, che comportano ancora un grosso sforzo da parte della farmacia ospedaliera del Santa Chiara centro hub per la ricezione e distribuzione delle dosi vaccinali e dei dispositivi necessari per la somministrazione, e al comportamento corretto e consapevole dei cittadini, anche negli altri reparti il numero di ricoverati è sempre più piccolo e potrebbe portarci in pochi giorni ad avere tutti gli ospedali del Trentino Covid-free. Non va inoltre dimenticato il lavoro costante ed incessante del laboratorio di Microbiologia che anche in questi giorni continua a processare centinaia e centinaia di tamponi nasali per l’identificazione di soggetti positivi.
Per noi primari, per i medici, per gli infermieri, per gli oss, per tutto il personale ospedaliero, questo significa poter rivedere la luce dopo il lungo e buio tunnel dell’emergenza.
Sono stati mesi terribili, che han richiesto impegno, dedizione, sacrificio personale, lavoro intenso. Ogni giorno ci abbiamo messo tutta la nostra passione, la capacità professionale, l’impegno per superare le difficoltà di una situazione indicibile, e sino al febbraio 2020 inimmaginabile. Mai avremmo pensato di dover fronteggiare una situazione del genere: centinaia di persone ricoverate per un virus che all’inizio non conoscevamo, e che poi nel tempo abbiamo saputo affrontare con le giuste conoscenze, che la ricerca e lo studio ci permettevano di acquisire giorno dopo giorno. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto in tutti questi lunghi mesi e che quotidianamente facciamo per quanti si rivolgono a noi.
Siamo ben consapevoli delle responsabilità che ci vengono affidate in un momento così impegnativo non solo da un punto di vista sanitario. Il lavoro di squadra, pur in una situazione di notevoli difficoltà, in particolare per la grave carenza di medici a livello nazionale, è in grado di assicurare alla sanità trentina risultati importanti, non solo per noi operatori ma per tutta la comunità trentina che può serenamente continuare ad affidarsi al nostro sistema ospedaliero che importanti agenzie di valutazione esterna, analizzando oggettivamente i risultati, (Agenas, Sant’Anna di Pisa) hanno definito di prim’ordine.
La ripresa di tutte le attività che il Covid aveva ridotto, o addirittura bloccato, vede tutta la sanità trentina impegnata in uno sforzo non comune, pur in presenza di problematiche organizzative e strutturali, per recuperare interventi chirurgici, visite specialistiche, terapie oncologiche e riabilitative. E’ importante riuscire a mantenere collaborazione e clima di fiducia reciproca fra gli operatori e i cittadini.
Le recenti vicende che hanno interessato l’ospedale Santa Chiara sono al vaglio della commissione aziendale interna e della Procura della Repubblica. Aspettiamo le conclusioni che queste indagini ci forniranno senza anticipare giudizi di sorta, ma vogliamo ribadire che l’ospedale tutto è pronto ad accogliere ed assistere ogni utente che si trova nel bisogno di ricorrere al lavoro dei sanitari con la competenza e dedizione che ha sempre dimostrato in questi anni.














