Gimbe, in Italia contagi in calo del 7,9% e ricoveri in intensiva diminuiti. L'Oms: ''Stiamo entrando in una fase nuova, una tregua che potrebbe diventare pace''
Gli elementi che fanno ben sperare per il futuro sono l'alto tasso di popolazione vaccinata, l'alto livello di contagio che ha avuto Omicron nelle ultime settimane e l'arrivo della bella stagione. ''Questo contesto, che non abbiamo mai sperimentato finora in questa pandemia, ci dà la possibilità di un lungo periodo di tranquillità"

TRENTO. Buone notizie dall'Italia e dal mondo per quanto riguarda l'evoluzione della pandemia. Da un lato, infatti, il direttore dell'Oms parla di ''tregua'' nella battaglia al Covid, di un periodo dove dovrebbe esserci un deciso miglioramento della situazione generale e di ''pace'', grazie ai vaccini, all'alto livello di contagio raggiunto con l'ultima ondata Covid e con l'arrivo della bella stagione. Dall'altro ci sono i numeri italiani con il monitoraggio della Fondazione Gimbe che ha rilevato, nella settimana 26 gennaio – 1 febbraio, una discesa dei nuovi casi che si attestano a poco più di 900 mila e dei casi attualmente positivi che sono calati del 7,9%.
Scendono anche i ricoveri in terapia intensiva (-142), mentre quelli in area medica rimangono sostanzialmente stabili (-0,8%), così come i decessi (2.581). Scende a 20 il numero di Province in cui l’incidenza supera i 2.000 casi per 100.000 abitanti. Insomma si comincia a vedere, forse, per davvero, per la prima volta la luce in fondo al tunnel di questi due anni terribili tra malattie, decessi, lockdown, chiusure e restrizioni. E la svolta arriva grazie a quella stragrande maggioranza della popolazione che ha fatto la sua parte e si è vaccinata: l’84,8% degli italiani, spiega sempre la Fondazione Gimbe, ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l’80,9% ha completato il ciclo vaccinale.
A tenere esposto il sistema ci sono ancora 7,4 milioni di persone che non hanno fatto nemmeno una dose di vaccino: tra queste 2,46 milioni della fascia 5-11 anni, 693 mila della fascia 12-19 e oltre 1,89 milioni di over 50. E le terze dosi? Il tasso di copertura è al 79,6% con nette differenze regionali. Il quadro, però, dopo il picco delle scorse settimane e i momenti difficili vissuti a gennaio, sembra mutare, come già accaduto anche in altre parti d'Europa colpite prima dalla variante Omicron (e in molti casi anche dalla Delta, che invece ha risparmiato l'Italia in autunno che aveva spinto le vaccinazioni con la politica del green pass).
E così anche l'Omss con il direttore europeo Hans Kluge comunica che a due anni dall'inizio della pandemia di Covid-19, l'Europa potrebbe presto entrare in un "lungo periodo di tranquillità" grazie agli alti tassi di vaccinazione, alla variante Omicron più mite e alla fine dell'inverno. "Questo contesto, che non abbiamo mai sperimentato finora in questa pandemia, ci dà la possibilità di un lungo periodo di tranquillità", ha affermato il direttore dell'Oms Europa Hans Kluge, aggiungendo: "Questo periodo di maggiore protezione può essere considerato come una sorta di tregua che potrebbe portare ad una pace duratura". Ovviamente la differenza tra tregua e pace, ancora una volta, la faranno le persone con i loro comportamenti e la strategia numero 1 da perseguire resta quella di vaccinarsi il più possibile.




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