Contenuto sponsorizzato

“Toni e atteggiamenti da Paese arabo”, la consigliera comunale e il compagno condannati a risarcire l’agente della polizia locale

Nelle lettera rivolta contro un’agente della polizia locale si parlava di “modi così incivili e spregevoli da assomigliare molto a quelli spesso usati da chi, provenendo dal sud con i barconi, poi pretende di usarli anche in Trentino”. La giudice però ha ritenuto questa e altre frasi denigratorie e per questo ha condannato una consigliera comunale e il compagno

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 08 January 2021 - 05:01

VALLARSA. “Un tono e un atteggiamento più adatti a un suq di un Paese arabo piuttosto che a un ufficio pubblico”, “[...]esibendo la divisa in modo provocatorio come si usa forse in sud Sudan”, “[...]modi così incivili e spregevoli da assomigliare molto a quelli spesso usati da chi, provenendo dal sud con i barconi, poi pretende di usarli anche in Trentino” e infine “Pensiamo che non ci si debba permettere di presentarsi alla porta di casa aggredendone gli abitanti come si fa con l’ultimo dei delinquenti o come ci si rivolge alle capre in sud Italia”. Questi alcuni degli estratti di una lettera che prendeva di mira un’agente della polizia locale di origine meridionale e indirizzata al sindaco e agli assessori del Comune di Vallarsa.

 

La vicenda, che recentemente ha visto il suo epilogo in tribunale, risale al 2017 quando un’agente della polizia locale della Vallarsa si presentò all’indirizzo segnalato per accertare uno spostamento di residenza. La persona oggetto del controllo era Corinna Giuliani, che attualmente siede in consiglio comunale (eletta nel 2020) proprio a Vallarsa. Riassumendo in breve quanto accadde, al momento del controllo l’agente della locale nell’abitazione segnalata trovò un ragazzo olandese e non Giuliani che venne rintracciata solo in un secondo momento. Stando a quanto riportato nella lettera (scritta dal compagno della consigliera comunale) le operazioni di accertamento si sarebbero svolte con modalità aggressive e da qui sarebbe scaturito lo stesso papello. Una lettera, come già anticipato, contenente alcuni passaggi che l’agente della locale ha ritenuto diffamatori.

 

Nonostante la lettera sia stata scritta dal compagno, sul banco degli imputati è finita anche Giuliani perché, come accertato in fase di dibattimento, la consigliera comunale ha dichiarato di averla vista alcuni giorni dopo l’invio ma di condividerne e ratificarne il contenuto. Ad ogni modo la difesa degli imputati (rappresentati da Francesca Giacomelli) ha cercato di ricondurre il contenuto della lettera al diritto di critica, una tesi che però non è stata accolta dalla giudice di Pace Paola Facchini che, al contrario, ha dato ragione alla controparte seguita dall’avvocata Valentina Bianchini e dal collega Angelo Zamagni.

 

In un passaggio della sentenza si legge: “È evidente che le espressioni usate facenti riferimento a comportamenti incivili di persone provenienti dal sud non si limitano ad una critica negativa dell’operato dell’agente, ma si estendono a valutazioni sull’ambito di provenienza del soggetto passivo attribuendole in tono spregiativo atteggiamenti che esulano dal contesto mettendo in evidenza la gratuità delle stesse. Vengono considerate di carattere gratuite tutte quelle espressioni che indipendentemente dalla maggiore o minore asprezza nei toni non sono necessarie per l’esercizio del diritto di critica in quanto inutilmente volgari o umilianti o dileggianti”. Così entrambi gli imputati sono stati condannati a pagare 500 euro di multa ma dovranno anche consegnare, in via risarcitoria, 1000 euro all’agente offesa oltre a pagare le spese legali del processo.

 

Tutto sommato gli imputati potrebbero persino tirare un sospiro di sollievo visto che non è stata aggiunta l’aggravante dell’odio razziale (che pure era stata contestata dagli avvocati dell’agente). Per l’agente invece, è la fine di un’esperienza travagliata che l’ha portata a chiedere il trasferimento a un altro incarico e su un altro territorio: “Una vicenda – spiega – che mi ha sconvolto l’esistenza ma che si è finalmente conclusa. L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che un territorio non va identificato con il singolo, in Vallarsa ho trovato soprattutto gente stupenda che mi aveva accolta dal primo momento”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 27 luglio 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
28 luglio - 17:18
Sono stati analizzati 1.542 tamponi tra molecolari e antigenici. Ci sono 6 persone in ospedale, ma nessuno in terapia intensiva
Cronaca
28 luglio - 15:30
Il sindaco di Levico, Gianni Beretta: "Speriamo che il piccolo si possa riprendere, ringrazio gli addetti del Buena Onda per la celerità e la [...]
Montagna
28 luglio - 13:03
Tutti e 82 i quattromila presenti sulle Alpi, scalati in soli 80 giorni, con 737 chilometri percorsi e ben 82.350 metri di dislivello. E’ questa [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato