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Una rete di 2 chilometri pericolosa per fauna, sub, imbarcazioni alla deriva nel Garda: recuperata con all'interno 20 chili di pescato in decomposizione

Le Guardie hanno richiesto alla sala operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda la possibilità di intervenire congiuntamente. Inviato in zona il mezzo nautico Gc Alfa58, è iniziata l’attività congiunta di recupero

Pubblicato il - 11 giugno 2021 - 15:55

SALO'. Una rete estesa per oltre 2 chilometri, senza elementi di identificazione e con all'interno 20 chili di pescato in avanzato stato di decomposizione. E' stata questa la macabra scoperta fatta a circa mezzo miglio dall'Isola di San Biagio, nota come Isola dei Conigli, perché, come il nome suggerisce, ha tra le sue particolarità la presenza di numerosi conigli in libertà. L'isola si trova nel comune di Manebra sul versante lombardo del Garda ed è uno dei luoghi più noti per la sua acqua cristallina e molto pulita.

 

Ebbene proprio in queste acque nel pomeriggio di ieri è stata segnala una rete enorme alla deriva: oltre 2 chilometri pericolosa anche per la navigazione. La segnalazione è stata fatta da un diportista alle Guardie Ittico-Venatorie (appartenenti a Arcipesca e Upbs e coordinate dalla Polizia Provinciale). Le Guardie hanno richiesto alla sala operativa della Guardia Costiera del Lago di Garda la possibilità di intervenire congiuntamente. Inviato in zona il mezzo nautico Gc Alfa58, è iniziata l’attività congiunta di recupero.

 


 

Oltre ai 2 chilometri di rete non regolamentare e priva di elementi di identificazione sono stati sequestrati anche 20 chili di prodotto ittico in avanzato stato di decomposizione. Rete e prodotto ittico sono stati affidati per la successiva distruzione alle Guardie Ittico-Venatorie.

 

La rete, in evidente stato di abbandono e alla deriva, era ormai un pericolo per la navigazione e per la sicurezza di sub e bagnanti, tant’è che sono in corso attività di accertamento per individuarne i proprietari, che rischiano sanzioni amministrative per oltre 2.000 euro.

 

Qualche settimana fa un ritrovamento simile era stato fatto di fronte alla costa di Sirmione. I sub del Wwf in quel caso avevano recuperato la rete di svariate decine di metri di lunghezza: una massa di nylon aggrovigliato contenente circa 250 chili di pesce, in avanzato stato di decomposizione in acqua, a giudicare dallo stato del pescato, almeno da una decina di giorni.

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