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| 16 mag 2021 | 12:08

Rete abbandonata e alla deriva nel lago di Garda: centinaia i pesci morti. I sub del Wwf: “Un pericolo per l’ecosistema”

I sub del Wwf hanno recuperato una rete abbandonata nel lago di Garda: all’interno, spiegano, una massa di nylon aggrovigliato contenente circa 250 chili di pesce, anche in avanzato stato di decomposizione. Sull’episodio indagano i carabinieri forestali

Rete abbandonata e alla deriva nel lago di Garda: centinaia i pesci morti
di Tiziano Grottolo

SIRMIONE (BS). Complesso intervento per i volontari del Wwf Bergamo-Brescia che sono stati chiamati per recuperare una grande rete da pesca alla deriva di fronte la costa di Sirmione sul lago di Garda.

 

“Questa rete – spiegano i volontari – visibilmente alla deriva e in movimento verso il basso lago, risultava misurare svariate decine di metri ma si era trasformata in una massa di nylon aggrovigliato contenente circa 250 chilogrammi di pesce, molto di questo, in avanzato stato di decomposizione”. Anche alla luce dello stato dei pesci secondo il Wwf la rete poteva trovarsi in acqua da almeno di 10 giorni .

 

Un’operazione difficile e complicata quella che ha visto i sub del Wwf impegnati per circa un’ora. Portata a riva e scaricata al vicino porto della Zattera a Desenzano del Garda la rete è stata sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri forestali del nucleo di Salò. “Questa rete potrebbe essere stata persa o addirittura abbandonata perché non più utilizzabile, ma questo sarà compito dei carabinieri scoprirlo”.

 

 

Il problema è noto, infatti le attrezzature da pesca abbandonate, intenzionalmente o no, continuano a rappresentare un pericolo reale per gli organismi acquatici come pesci, uccelli o mammiferi (QUI approfondimento).

 

Non a caso il Wwf è impegnato in quella che è stata ribattezzata “Operazione reti fantasma”, una campagna mirata a individuare e recuperare le reti da pesca abbandonate nei fondali nei mari e nei laghi. “L’attività – concludono gli attivisti – vede l’impegno dei sub non solo per il recupero ma anche per un censimento di tutte queste ‘trappole della morte’, che rappresentano un pericolo per l’ecosistema purtroppo destinato ad aumentare”.

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