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Vaccini, l'Ema concorda con il Cts: ''Ok al richiamo prolungato alla sesta settimana. Permette inoltre di somministrare più dosi''

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico: "Seconda dose a 42 giorni non inficia l'efficacia del vaccino". Le Regioni chiedono comunque chiarezza, il presidente Stefano Bonaccini: "Il ministero, il governo e le agenzie preposte dicano come comportarsi"

Pubblicato il - 12 May 2021 - 15:32

ROMA. "L'intervallo tra la prima e la seconda somministrazione prolungato alla sesta settimana (42 giorni), non inficia minimamente l'efficacia del vaccino e ci permette di inoculare molte più dosi". Così Franco Locatellipresidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, alla trasmissione Agorà su Rai 3

 

Una dichiarazione che segue l'intervento di Pfizer Italia a SkyTg24: "Seconda somministrazione pensata a 21 giorni. Atteniamoci agli studi clinici'' (Qui articolo). La scelta di posticipare il richiamo è stata presa sulla base di pareri del Cts che a sua volta si è rifatto a quelli dell'Ema.

 

"E' indubitabile - aggiunge Locatelli - che la fascia pediatrica è stata risparmiata da casi gravi o fatali di Covid-19, ma qualche caso c'è stato e per una famiglia conta quel caso. Questo è già un motivo per vaccinare anche i giovani. Ma è chiaro che vaccinando anche l'età adolescenziale e in futuro quella pediatrica si ridurrà ulteriormente la circolazione virale. E questa è un'altra ragione per favorire la diffusione di una campagna di vaccinazione anche sotto i 18 anni di età o under 16, come avviene con Pfizer".

 

Anche Pfizer è ritornata sui tempi della somministrazione attraverso una nota. "Per noi non è in discussione il piano vaccinale, l'azienda si limita a riportare quanto emerso dagli studi registrativi. Le raccomandazioni sui regimi di dosaggio alternativi sono di competenza delle autorità sanitarie e possono includere raccomandazioni dovute a principi di salute pubblica. Lavoriamo in un settore altamente regolamentato, la nostra posizione è supportata dal riassunto delle caratteristiche di prodotto e dall'indicazione concordata con le autorità regolatorie sulla base dei dati del nostro studio di fase 3 effettuato con 2 dosi a 21 giorni di distanza. Rimaniamo impegnati nel nostro dialogo continuo con le autorità sanitarie e i governi, e nei nostri continui sforzi di condivisione dei dati per contribuire a informare qualsiasi decisione di salute pubblica volta a sconfiggere questa devastante pandemia".

 

Sempre durante la trasmissione di Rai 3 è intervenuto anche il presidente dell'Emilia Romagna. "Aspettiamo che ci venga detto cosa dobbiamo fare - dice Stefano Bonaccini - perché capirete che è abbastanza complicato. L'organizzazione funziona, se però ogni due settimane dobbiamo chiamare la gente, prenotare l'appuntamento, spostare e poi tornare indietro è difficile. Ci sia chiarezza nelle prossime ore e questa deve arrivare da ministero, governo e agenzie preposte come Efa e Aifa".

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