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| 25 nov 2021 | 09:59

“Vax macht frei” la scritta che cita Auschwitz. La condanna del sindaco: “Tragedie simili non dovrebbero mai essere evocate a sproposito”

La frase “Vax macht frei” è opera di ignoti ma richiama la ben più famosa “Arbeit macht frei” che troneggia in modo beffardo sui cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Il sindaco: “Scrivere cose del genere, al di là di chi possa essere l’autore, è una mancanza di rispetto”

di Tiziano Grottolo

ARCO. “Vax macht frei” è questa la scritta comparsa in questi giorni in via Sant’Andrea ad Arco. Una scritta orribile da vedersi che richiama la ben più famosa “Arbeit macht frei” che troneggia in modo beffardo sui cancelli del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Il richiamo è chiaro dal momento che gli autori si sono presi al briga di riprodurne pure la sagoma.

 

Anche se non è stato ancora possibile risalire agli autori del gesto, con ogni probabilità il messaggio si inserisce nel crescente clima di tensione che riguarda l’introduzione delle restrizioni sul Green pass e che chiama in causa i vaccini anti-Covid. D’altra parte la strumentalizzazione della tragedia dell’Olocausto è già andata in scena durante alcune manifestazioni dei No-vax, a Trento c’è stato persino chi si è travestito da deportato.

 

“Scrivere cose del genere, al di là di chi possa essere l’autore, è una mancanza di rispetto verso una tragedia enorme che non dovrebbe mai essere evocata a sproposito”, commenta il sindaco di Arco Alessandro Betta. “Colgo forti tensioni e divisioni all’interno della comunità, da parte mia continuo a dire che comprendo che ci possa essere della paura nel fare il vaccino ma i risultati devono rassicurarci, chi si vaccina rende un buon servizio alla collettività”.

 

Nell’Alto Garda ci sono ancora diverse persone che non si sono vaccinate (secondo i dati dell’Azienda sanitaria la copertura è al 75%). “Alcune di queste persone mi telefonano per essere rassicurate e per superare le loro paure cerco sempre la strada del dialogo, facendo leva sul senso di comunità. Ripeto, sicuramente fra chi si è vaccinato alcuni avevano paura, ma ha prevalso il senso di responsabilità verso la propria comunità. Ciò che non comprendo è chi scende in piazza senza rispettare le regole base su distanziamento e uso delle mascherine, ciò è da irresponsabili”. Tornando alla scritta resta ferma la condanna del primo cittadino: “È una scritta pessima, denota una totale mancanza di rispetto”.

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