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| 01 dic 2021 | 15:51

Volevano ricostruire la mala del Brenta e uccidere l'ex boss Felice Maniero, le indagini dei carabinieri portano all'arresto 39 persone

Tra gli arrestati gli ex componenti della banda che dopo essere usciti dal carcere volevano ricostruire il gruppo criminale riprendendo il controllo del territorio. Avevano pianificato vari atti delittuosi in danno sia di singoli criminali con i quali erano entrati in concorrenza che di alcuni collaboratori di giustizia ritenuti responsabili delle proprie condanne

di Redazione

VENEZIA. Volevano ricostruire la mala del Brenta e uccidere il boss pentito Felice Maniero.  Blitz dei Carabinieri del Ros nella notte tra martedì e mercoledì con l’esecuzione a Venezia e altre città italiane di 39 arresti ai danni di ex componenti della Banda del Brenta che dopo essere usciti dal carcere con metodi mafiosi cercavano di ricostruire l’ex gruppo criminale, per il controllo del territorio.

 

Dall'associazione per delinquere, concorso esterno in associazione per delinquere, detenzione e porto di armi da fuoco, spaccio di stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri delitti, sono questi i reati a ai quali dovranno ora rispondere gli arrestati. 

L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Venezia, ha documentato l’esistenza di gravi e concordanti elementi relativi alla ricostituzione della disgregata organizzazione mafiosa nota come Mala del Brenta ( già capeggiata da Felice Maniera) e sviluppatosi, a partire dal 2015, anche a seguito della progressiva liberazione, dopo lunghe detenzioni, di esponenti della Frangia dei Mestrini, articolazione della Mala del Brenta.

 

Il gruppo era riuscito a costruire una pericolosissima associazione armata composta da una decina di associati, secondo quando ricostruito indagini, capace di condurre azioni efferate, caratterizzate da modalità di condotta evocative della forza intimidatrice, tipica dell’agire mafioso. Sono numerose le attività delittuose  messe in campo, oltre all'estorsione anche lo smercio di stupefacenti fino alle rapine con l’impiego armi da fuoco.

I vertici dell’organizzazione, al fine di riaffermare un diffuso stato di timore nella popolazione nel solco già tracciato dalla mala del Brenta e di riacquisire e progressivamente consolidare il prestigio nell’ambito criminale veneto, risulterebbero aver pianificato vari atti delittuosi in danno sia di singoli criminali con i quali erano entrati in concorrenza che di alcuni collaboratori di giustizia ritenuti responsabili delle proprie condanne, risalenti agli anni ’90 e 2000, per la partecipazione all’associazione mafiosa Mala del Brenta.

Nel corso delle indagini sono stati effettuati anche 6 arresti in flagranza, 3 denunce a piede libero nonché il sequestro di due pistole semiautomatiche complete di munizioni, 3 ordigni esplosivi radiocomandati ad alto potenziale e stupefacente del tipo cocaina. Sarà inoltre data esecuzione ad un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili per un valore complessivo superiore ad un milione di euro. 

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