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| 17 gen 2022 | 20:31

A Campiglio un hotel chiude per Covid e i turisti pensano a una diffida. Il sindaco: ''L'albergo ha seguito con responsabilità le disposizioni sanitarie''

Fa molto discutere la notizia emersa in Puglia per quanto riguarda un focolaio scoppiato in un albergo a Campiglio. Tullio Serafini, presidente dell'Azienda per il turismo d'ambito: "L'attenzione è altissima per garantire la massima sicurezza a residenti, lavoratori e ospiti ma ci sono state e ci saranno criticità perché non viviamo in una bolla e il trend è quello nazionale: tutti i settori sono alle prese con Covid"

A Campiglio un hotel chiude per Covid e i turisti pensano a una diffida

PINZOLO. "Ci sono state alcune criticità causate da un tasso di contagio particolarmente elevato e un paio di strutture ricettive sono state temporaneamente chiuse". A dirlo Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo, sul focolaio emerso in un albergo in val Rendena, costretto alla serrata in via temporanea per fronteggiare una serie molto alta di positività. "Ma le situazioni sono state gestiti in forte sinergia tra l'amministrazione comunale, le imprese e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari".

 

Fa molto discutere la notizia emersa in Puglia per quanto riguarda un focolaio Covid scoppiato in un albergo di Madonna di Campiglio. Un gruppo di circa 100 baresi è partito per la Val Rendena per una settimana bianca organizzata dal circolo ricreativo di una banca attraverso un'agenzia viaggi della città, quest'ultima si è affidata a un tour operator internazionale per individuare la struttura più adatta.

 

I partecipanti dipingono una situazione limite: "Sin dall'arrivo - scrive TeleBari facendo parlare un turista - abbiamo notato la pressoché totale mancata osservanza da parte del personale dipendente dell'hotel dei protocolli anti-contagio. Soprattutto nell'organizzazione della cena servita a buffet. Mascherine non sempre portate alla perfezione, niente guanti, tavoli sistemati senza alcun rispetto del distanziamento interpersonale e nessuna traccia di segnaletica Covid che indicasse percorsi differenziati di entrata e uscita o distanze da rispettare davanti ai tavoli con la roba da mangiare".

 

Un'accusa pesante, prontamente disinnescata dal primo cittadino. "I controlli sul territorio - dice Cereghini - sono molto stringenti. Inoltre tutto il personale lavora con il Green pass e sono state rispettate tutte le procedure per far fronte ai problemi che possono sorgere in questo periodo tanto difficile quanto delicato".

 

Il contagio si è diffuso rapidamente all'interno dell'hotel e si è deciso per la serrata anticipata del periodo di altissima stagione. E gli ospiti vengono raggiunti da una comunicazione: "A causa dell'aumento dei casi di positività a Covid - si legge - siamo spiacenti di dover comunicare che è stata presa la decisione di chiudere la struttura non potendo garantire un servizio adeguato. Speriamo nella vostra comprensione e restiamo a disposizione per supportarvi eventualmente a trovare una sistemazione alternativa".

 

Tra gli ospiti sono state poi identificate almeno una ventina di positività. "Le regole sono state seguite in modo preciso e scrupoloso - aggiunge Cereghini - superato il Capodanno sono emersi in un paio di casi all'interno di un albergo molto grande. C'è stata un'interlocuzione tra il proprietario, il Comune, l'Apss e l'Apt per attivare tutte le procedure per gestire la vicenda. Sono stati eseguiti degli screening su tutti i dipendenti: il 15% della pianta organica è poi risultato contagiato. A quel punto l'hotel ha disposto, con grande senso di responsabilità, la chiusura temporanea per cercare di circoscrivere il focolaio e poter effettuare gli isolamenti. L'albergatore ha rinunciato a qualche ospite per adempiere nel migliore dei modi alle esigenze di sanità pubblica".

 

I clienti pensano a una diffida nei confronti dell'albergo e la richiesta è quella di danno da vacanza rovinata. Comunque un colpo alla località rendenera. "Siamo tranquilli sul fronte dell'immagine, della promozione e della comunicazione - commenta Tullio Serafini, presidente dell'Azienda per il turismo Madonna di Campiglio  - l'evoluzione della curva epidemiologia è evidente a tutti: ci sono circa 2 mila casi al giorno in Trentino e in Italia ci si attesta a 220 mila contagi. L'attenzione è altissima per garantire la massima sicurezza a residenti, lavoratori e ospiti ma ci sono state e ci saranno altre criticità perché non viviamo in una bolla e il trend è quello nazionale: tutti i settori sono alle prese con Covid. La gestione è scrupolosa e si seguono le procedure e i protocolli con serietà. Le persone che hanno dovuto rinunciare a qualche giorno di ferie avranno comunque l'opportunità di recuperare nei prossimi mesi quanto non è stato pienamente fruito".

 

C'è la massima serenità in val Rendena, anche per quanto riguarda il proseguo della stagione invernale. "L'afflusso nel periodo di Natale e Capodanno è stato soddisfacente a fronte delle grandi incertezze. Adesso ci aspettano due settimane di flessione nei flussi turistici ma le località contano di ripartire a febbraio", conclude Serafini.

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